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RISCHIO GUERRA

Assicurazioni, Le indagini di Ennio

IL “RISCHIO GUERRA”

Gli effetti del conflitto Russia-Ucraina sul mercato assicurativo e riassicurativo.

L’invasione russa in Ucraina sta avendo, come era prevedibile, un effetto forte ed immediato sui mercati finanziari, sulle attività industriali e sugli scambi commerciali. Secondo i maggiori analisti internazionali il combinato tra conflitto armato e sanzioni comminate alla nazione attaccante richiederà uno sforzo eccezionale per mitigare gli effetti devastanti non soltanto in termini di incremento esponenziale del costo dei prodotti e delle materie prime ma, anche e soprattutto, della loro indisponibilità nei depositi industriali, nelle case e sulle tavole dei cittadini.

ASSICURAZIONI E RISCHIO GUERRA

L’industria assicurativa e riassicurativa, non rimane certo indenne da questo tsunami. Una serie di effetti si sta abbattendo in questi giorni sugli Assicuratori. L’industria assicurativa non ha mai trascurato di considerare nei suoi testi di polizza il Rischio Guerra (di norma escludendolo dalle garanzie fornite). La copertura del Rischio Guerra – quando espressamente richiesta in quanto potenzialmente inerente all’attività dell’assicurato – deve essere sempre materia di una negoziazione specifica fondata su elementi riguardanti Paesi e situazioni specifiche. Il problema che sta emergendo proprio in questi giorni risiede soprattutto nella probabile insufficienza delle “capacità” degli Assicuratori, di mantenere le coperture in corso o sottoscriverne di nuove includenti, appunto, il Rischio Guerra. Questa eventualità resta nonostante la rinegoziazione delle condizioni, che spesso avvengono con cadenza pressoché quotidiana.

Ci sentiamo in dovere di sottolineare che il Rischio Guerra, assicurativamente inteso, non è riferito solo allo scenario del conflitto. L’effetto domino generato dalla guerra stessa per via delle dinamiche che caratterizzano la nostra società globalizzata impone di valutare il Rischio Guerra in un’ottica olistica, come una questione assolutamente non circoscritta né circoscrivibile all’area degli scontri armati.

I soggetti maggiormente interessati alla copertura di questo rischio sono le Imprese che per la loro attività intrattengono, anche indirettamente, rapporti con Paesi stranieri. La presenza fisica di loro stabilimenti/proprietà nel Paese estero costituisce un elemento essenziale ma non unico per l’emersione del rischio a loro carico in caso di conflitto. D’altra parte, sarebbe erroneo considerare che un’Impresa nazionale senza alcun rapporto con Paesi in stato di guerra sia comunque immune dai danni rinvenienti dalla guerra o in qualche modo ad essa connessi.

NUOVE MODALITÀ DI GUERRA

L’ evoluzione degli strumenti di comunicazione, distribuzione e negoziazione, inoltre, hanno modificato la tipologia dei Rischi ai quali nazioni, commerci, industrie e popolazioni sono esposte. I conflitti oggi non si combattono soltanto tramite la distruzione fisica delle strutture strategiche del nemico. In realtà la guerra economico/finanziaria, ed ora anche quella cibernetica, sono strumenti utilizzati dai Paesi, anche non coinvolti direttamente nella guerra, come armi incruente ma certamente con intenti ed effetti non meno rovinosi.

Il conflitto in corso comporta il rischio di attacchi informatici e dei conseguenti costi. Questi attacchi mettono a dura prova la efficacia delle coperture assicurative che escludono il Rischio Guerra con espressioni quali: “esclusione guerra” o ancor peggio “esclusione atti ostili”.

Ancora una volta osserviamo che la guerra è una faccenda alla quale nessuno – nazioni, industrie e persone fisiche – in qualsiasi parte del globo comunque si trovi, può dichiararsi estraneo. Parimenti possiamo considerare che non esiste alcuna tipologia di rischio, compresi e soprattutto i rischi operativi della impresa, che la guerra non porta con sé.

MARINE

Le coperture Marine sono per la loro natura probabilmente quelle più immediatamente e direttamente interessate al Rischio Guerra in quanto questa sorprende le navi in navigazione o nei porti delle aree interessate al conflitto. Per questo motivo gli Assicuratori, nel contesto della sospensione della copertura del Rischio Guerra, prevedono comunque un periodo di assicurazione nel quale la garanzia è confermata al fine di tener indenne le imbarcazioni durante il loro allontanamento dallo scenario di guerra. Peraltro si instaura un nuovo rapporto assicurativo nel quale la limitazione/esclusione della copertura assicurativa non riguarda soltanto lo scenario di guerra ma si riferisce anche ai rapporti con Paesi oggetto delle sanzioni comminate dalle Organizzazioni Internazionali.

L’INFORMAZIONE

Questa nuova situazione richiede un particolare impegno degli Assicuratori e degli Intermediari quanto meno finalizzato a garantire agli Assicurati una informazione ed un supporto consulenziale immediato e adeguato.

Oltre ai rischi Trasporti, ai Cyber Risks ed a quelli All Risks – questi ultimi relativi ai beni ovunque situati – individuiamo un importante area di rischio; si tratta della copertura dei Rischi Politici riguardanti i progetti industriali e di ricerca delle nostre aziende in Russia. È stato stimato che le transazioni coperte dall’assicuratore pubblico (con il rischio a carico del denaro pubblico e quindi dei cittadini) valgano oltre 3 miliardi di euro e riguardano soprattutto i progetti sui combustibili fossili. Attualmente non sappiamo quale sarà la risposta del nostro Assicuratore di Stato: non sappiamo se si allineerà ad altri Assicuratori internazionali che hanno sospeso le garanzie o se elaborerà soluzioni alternative.

Ad ogni modo in situazioni simili normalmente si è portati, non senza sarcasmo, a giudicare gli Assicuratori definendoli: “sempre pronti ad incassare i premi a fronte di rischi modesti nella loro accadibilità ed altrettanto rapidi nel fuggire dai rischi più effettivi ed immanenti!”. Si tratta di una percezione comune che l’attuale situazione di crisi alimenta in via esponenziale. Mentre si comprende la risposta emotiva degli imprenditori in quanto direttamente coinvolti e vittime della situazione, non è possibile, invece, condividerla nella sostanza.

QUALCHE RISPOSTA

La generica esclusione del Rischio Guerra dalla copertura assicurativa trova una motivazione puramente tecnica. Il Rischio Guerra si caratterizza per il fatto che esso, a fronte della sua modesta (speriamo sempre più insignificante) frequenza, produce danni catastrofali con una concentrazione in territori circoscritti. Gli Assicuratori, a fronte di questa atipicità del Rischio Guerra, ove dovessero garantire a tutti il Rischio Guerra dovrebbero richiedere a ciascuno premi insopportabili per la loro onerosità.

In altre parole, l’atipicità del Rischio Guerra si infrange su un principio generale che governa l’industria delle assicurazioni, quello della mutualità: incapace in questo caso di operare in modo sostenibile. D’altra parte, coloro che “lanciano strali” nei confronti degli Assicuratori dovrebbero rammentare che questi gestiscono un’attività che, pur caratterizzata da finalità sociali, rimane un “business” guidato da regole economiche. In questo senso non è possibile chiedere agli Assicuratori – non potendo questi essere accusati di inadempimento contrattuale – di sostituirsi agli Stati nella tutela degli interessi dei cittadini.

CONSIDERAZIONI

Le morali di questa nostra dissertazione sono almeno due.

In primo luogo, esprimiamo il convincimento che la copertura degli effetti economici di un conflitto non può che spettare ai governi nazionali. È una diretta conseguenza del fatto che lo stato di guerra appartiene all’area di competenza della Politica espressa in atti, omissioni, alleanze, dissapori e neutralità dai governi nazionali dei quali essi devono farsi carico.

La seconda morale esprime il convincimento che in via generale gli Assicurati piuttosto che ricercare o verificare l’efficacia della copertura per il Rischio Guerra, pragmaticamente e principalmente, devono attivarsi per una verifica della loro specifica situazione di fatto nei confronti del Rischio Guerra. Riconosciamo che trattasi di un compito non semplice in quanto riferito ad uno scenario globale e variamente interconnesso. In questo compito il broker può costituire un forte supporto in termini di immediata valutazione delle specifiche situazioni, di collegamento attivo con gli assicuratori, di segnalatore delle entità sanzionate. Infatti, la Gestione del rischio non si limita al mero trasferimento dello stesso ad un assicuratore ma più immediatamente alla messa in atto degli interventi idonei ad evitare che lo stesso si conclami in danno.

Su questa base GBSAPRI, in questa situazione confusa ed in costante evoluzione, è pronta a garantire ai propri Clienti una tempestiva e professionale assistenza capace di guidare gli stessi nell’assunzione di scelte operative che tengano conto della “necessità di sicurezza”, del patrimonio aziendale e delle risorse umane impegnate.

Si tratta di un impegno che non trova fondamento nell’impegno contrattuale ma nella consapevolezza che ciascuno di noi debba dare il proprio contributo in questa drammatica situazione.

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