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Le indagini di RM

URBAN AIR MOBILITY

LA NUOVA MOBILITÀ AEREA URBANA: MOLTI VANTAGGI E QUALCHE QUESTIONE EMERGENTE DA AFFRONTARE

Nel lontano 1987 ero arrivato al JFK di New York con un volo della TWA, la compagnia destinata a scomparire qualche anno dopo travolta dal medesimo infausto destino della sua consorella PAN AM. Appena uscito dall’aereo, ma ancor prima dei varchi dei ferrei controlli della dogana USA, fui aggredito dalle urla di una donna in divisa TWA di corporatura straripante, come forse soltanto in America puoi trovare.

La donna comunicava urlando che era pronto l’elicottero che avrebbe portato i passeggeri di 1° classe (viaggiavo eccezionalmente in quella classe secondo la “corporate rule” della mia nuova società) direttamente a down town sul terrazzo del grattacielo TWA. Fu allora che il mio costituzionale provincialismo ebbe ancora una volta il sopravvento. Sapete: io appartengo a quella categoria di persone che prova ancora un sentimento di emozione misto ad ansia quando varca una frontiera, anche fosse comunitaria! Credetti che il passaggio fosse a pagamento e quindi abilmente schivai l’inserviente e salii su un taxi. Un’oretta dopo, in ufficio, scoprii che il trasferimento era gratis!

URBAN AIR MOBILITY ALLORA

Questa, quindi, fu la mia prima, a stento confessabile, esperienza nella “urban air mobility”, a parte i fumetti di Gordon flash, quelli che mostravano fantastici cieli urbani brulicanti di oggetti volanti.
Scopro ora che la fantasia è già realtà! Quanto meno, molti stanno lavorando perché lo diventi.
Morgan Stanley ha affermato che a livello mondiale esistono 350 progetti di “Urban Air Mobility” che comporteranno investimenti per 350 miliardi di dollari.

URBAN AIR MOBILITY ORA

In Gran Bretagna ad esempio un consorzio, costituito tra Virgin e la società che gestisce Heatrow, sta lavorando affinché entro il 2024 possa essere inaugurato il servizio di aereo navette tra la city e l’aeroporto. In una prima fase saranno utilizzati 150 velivoli che, con una capienza di quattro passeggeri, voleranno ad una velocità di 330 Km orari ed un costo individuale modesto per il passaggio pari a 60 euro.
In Italia presto sarà esposto un nuovo velivolo – Volocity -realizzato da Volocopter, una società di investimenti costituita da Atlantia insieme ad Aeroporti di Roma. Volocity è un velivolo elettrico ad atterraggio e decollo verticale che inizialmente sarà utilizzato per il trasferimento dei passeggeri dagli aeroporti romani al centro della città. Inizialmente il velivolo potrà portare 2 persone compreso il pilota. Ma è prevista anche la successiva adozione della guida remota con conseguente riduzione del costo per persona. Il velivolo dovrebbe impiegare per il tragitto circa 15 minuti. L’intenzione di Volocopter è quello di inaugurare il servizio in occasione dell’Anno Santo del 2025.

Anche in Lombardia ci si sta muovendo su questa strada con l’intento di esordire con il servizio in occasione delle Olimpiadi invernali del 2026. Il progetto prevede l’utilizzo di avio-taxi che collegheranno gli aeroporti con alcuni punti strategici della città.

Questa nuova realtà che si sta profilando al nostro orizzonte, pur affascinante, porta on sé una serie di perplessità e di questioni ancora non risolte. In primo luogo, la necessità della emanazione di un complesso di norme necessarie alla regolamentazione del funzionamento del nuovo veicolo ma anche circa la sua sostenibilità economica e quindi del suo effettivo inserimento tra i sistemi di trasporto più agili e convenienti.

CONDIZIONI PER UNA RAPIDA AFFERMAZIONE

Il successo dipenderà quindi dal realizzarsi di una serie di fattori e circostanze favorevoli, ovvero dalla capacità di affrontare e risolvere alcune problematiche di carattere tecnico ed economico. Ad esempio, oggi l’ammortamento del costo stimato di un velivolo – euro 4 milioni – poco si concilia con i ricavi attesi. Inoltre, l’attrazione dell’utenza al nuovo sistema potrà trovare un limite nei tempi effettivi di percorrenza, calcolati considerando anche il trasferimento dall’aereo al velivolo e viceversa.

Insomma, si tratta di effettuare la stessa comparazione di vantaggiosità fatta a suo tempo tra l’uso del treno ad alta velocità e dell’aereo nella tratta Milano – Roma. La capienza dei velivoli potrà velocizzare il successo del nuovo sistema. Certamente la capienza prevista di un solo passeggero costituisce una forte limitazione. D’altra parte, l’utilizzo di velivoli a maggior capienza richiederà un’organizzazione attenta che dovrà tener conto della immediata contiguità tra l’arrivo del passeggero ed il suo imbarco sul velivolo verticale. Questa immediatezza non potrà trascurare la necessità economica di garantire la piena occupazione del velivolo. Questi temi ci portano a considerare anche l’importanza della creazione di punti di approdo strategicamente situati nelle città al fine di non vanificare il vantaggio competitivo temporale del nuovo sistema.

Ci chiediamo se l’attuale autonomia prevista potrà rapidamente conciliarsi con queste esigenze; il tema dell’autonomia e della capienza si lega anche alla potenza e al peso delle batterie che necessariamente dovranno essere sempre più leggere e potenti ovvero sostituibili velocemente.
Il nostro pronostico è quindi che il velivolo verticale, ancora per un periodo non breve, costituirà un mezzo di trasporto elitario al servizio di super manager, vip e ricchi arabi o oligarchi (se questi ultimi resisteranno agli attuali eventi!). E questo ci conduce al tema dell’utilizzo urbano dei nuovi velivoli e quindi al più letterale “urban air mobility”.

L’areo-taxi quindi si porta appresso una serie di “issues”. Cominciamo dall’”affollamento” dei cieli cittadini. Il traffico sarà ancora più intenso ove la circolazione non sarà limitata al servizio taxi ma estesa anche ai velivoli privati. Non vediamo invece alcun rischio circa l’inquinamento. I velivoli saranno infatti elettrici e conseguentemente sarà evitato anche quello acustico. Ovviamente dovranno essere fissati “corridoi aerei” anche su quote diverse che – trattandosi di tessuto urbano – potranno spesso intersecarsi tra loro. Questo apre al tema della sicurezza.

REGOLE, SICUREZZA ED ASSICURAZIONE

Risulta che il volo dei nuovi velivoli verticali è oggetto di attenzione da parte delle autorità competenti, ENAC ed ENAV. Queste stanno provvedendo a predisporre norme idonee a regolamentere la nuova realtà.

Probabilmente una nuova autorità dovrà essere costituita per il controllo del volo urbano, per il rilascio delle licenze di volo, per la costante verifica della idoneità al volo dei mezzi e dei relativi piloti. La custodia dei velivoli ed il loro controllo prima di ogni utilizzo costituirà un obbligo importante per i gestori al fine di evitare attentati di carattere sociopolitico. Certamente la assoluta sicurezza di questo nuovo mezzo di trasporto sarà al primo posto tra gli obbiettivi da perseguire soprattutto in quanto un incidente nel cielo della città non potrà limitarsi al velivolo ed ai suoi passeggeri ma coinvolgerà ineluttabilmente il tessuto urbano e le persone che lo abitano.

Questa nuova tipologia di rischio aeronautico richiederà la efficacia di coperture assicurative, auspicabilmente obbligatorie, soprattutto di responsabilità civile verso i passeggeri e verso i terzi. La potenziale “catastroficità” di un evento dannoso richiederà l’adozione di massimali di garanzia di dimensioni elevatissime. Questo comporterà elevate capacità assuntive da parte degli assicuratori e conseguentemente adeguate protezioni riassicurative. È prevedibile quindi che, quanto meno nei primi anni, il costo assicurativo sarà elevato per il combinato composto della severità presunta degli eventi e del numero ancora modesto degli assicurati.

I premi assicurativi quindi costituiranno una voce di costo non marginale nel conto economico dei gestori dei servizi della mobilità aerea urbana.
In ogni caso sta presentandosi per l’Industria delle Assicurazioni una nuova opportunità di business che – ove ben condotta – oltre che occasione di profitti consentirà a questo nuovo servizio di “decollare” più agevolmente in piena sicurezza. Un altro palpabile contributo delle Assicurazioni al progresso sociale ed economico della Collettività.

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