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CIBUS 2024, L’EXPORT CONTINUA A SOSTENERE IL SETTORE AGROALIMENTARE

Per sostenere la crescita del settore agroalimentare Made in Italy, è cruciale guardare verso l’estero e il futuro. Attualmente, diversi fattori stanno emergendo come possibili minacce ma anche opportunità per le imprese italiane: l’instabilità dei prezzi delle materie prime, i costi energetici e la polarizzazione dei canali distributivi. Il Made in Italy, riconosciuto per la qualità, la sostenibilità e sempre più presente sulle tavole di tutto il mondo, sarà in primo piano dal 7 al 10 maggio a Fiere di Parma durante la 22ª edizione di Cibus, mostrando il suo ruolo di leader sui mercati globali.

Secondo i dati Istat del 2023, nonostante una leggera diminuzione dei volumi, le esportazioni hanno registrato un valore superiore a 52 miliardi di euro, con un aumento del +6,6% rispetto al 2022. Il futuro del settore è incerto a livello globale a causa dell’incertezza degli scenari internazionali e delle normative all’interno ed all’esterno dell’UE.

Nonostante la diminuzione dei margini e del reddito disponibile e il rischio di nuovi dazi e legislazioni più restrittive, però, le aziende del settore continuano a investire e innovare, prestando sempre più attenzione alle esigenze dei consumatori e dell’ambiente come dimostrano i migliaia di prodotti che durante Cibus 2024 cercheranno di ridare valore a categorie messe a dura prova dalle guerre e dalla crisi climatica.

“Il made in Italy è l’insieme delle migliori qualità che possiamo offrire. Dobbiamo raccontare al resto del mondo l’eccellenza del sistema agroalimentare italiano facendo conoscere sempre di più i nostri prodotti. L’export rappresenta un asset primario per l’economia della Nazione, per questo è fondamentale creare occasioni, in cui incontrarsi e discutere dei nuovi scenari e delle nuove strategie per il settore.

Cibus […] rappresenta senz’altro un momento per affermare il nostro modello alimentare come riferimento globale“.

Francesco Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste

L’AUMENTO DEI PREZZI ALIMENTARI AL CONSUMO

Purtroppo, come riportato da Federalimentare, i prezzi alimentari al consumo aumentano più dell’inflazione per fattori esogeni alle imprese. Nel 2023, mentre l’inflazione media è stata del 5,7%, i prezzi al consumo nel settore, infatti, sono aumentati del 9,8%, e questi incrementi non riescono a coprire l’aumento dei costi di produzione. Anche le macro-quotazioni internazionali delle materie prime agricole, secondo la Banca Mondiale, mostrano una crescita a doppia cifra nel decennio 2014-2024 aggiungendo ulteriori elementi di incertezza.

Elementi che, per Federalimentare, si sommano alle tensioni nelle importazioni cerealicole che sono ad alto rischio con evidenti conseguenze sulla volatilità dei prezzi dei prodotti che sono alla base della dieta mediterranea. Un esempio riguarda l’olio extravergine di oliva, dove il raddoppio dei costi delle materie prime ha portato a un aumento esponenziale dei prezzi del prodotto finito, causando una riduzione del consumo per un italiano su tre.

“Federalimentare è onorata di contribuire, insieme a Fiere di Parma, alla realizzazione di Cibus 2024. Un’edizione che si preannuncia da record, come dimostra il numero dei partecipanti.

Per la Federazione si tratta di un’importante occasione in quanto l’industria alimentare, oltre a generare prodotti e occupazione, con le sue attività contribuisce alla sicurezza alimentare e al benessere degli italiani, a dimostrazione del suo elevato valore sociale.

L’industria alimentare italiana, inoltre, si presenta a Cibus 2024 come un comparto sano, in costante crescita e che gode di grande fiducia da parte dei consumatori. Tale fiducia si riflette anche all’estero, dove l’industria alimentare italiana sta conquistando sempre più mercati, contribuendo ad esportare il Made in Italy e lo stile di vita italiano nel mondo“.

Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare

L’IMPORTANZA DEL SETTORE FIERISTICO

Per Matteo Zoppas, Presidente di ICE, c’è stata una trasformazione negli assetti fieristici e nella loro internazionalizzazione che va sfruttata, altrimenti si rischia di rimanere indietro rispetto ad altri paesi. Non si tratta solo di dove possiamo arrivare sfruttando questi cambiamenti, ma di dove finiremmo se non lo facessimo. basta guardare quanto accade nelle fiere legate al mondo del vino al di fuori dell’Italia.

Per questo motivo, sottolinea Zoppas, “eventi come Cibus sono molto importanti per fare il punto sulla situazione dei mercati domestici ed internazionali, ma anche l’opportunità, soprattutto per le PMI, per iniziare o accrescere il proprio percorso di internazionalizzazione, rafforzando la presenza e individuando nuove opportunità e nuovi mercati“.

Questo dipende dal fatto che le fiere rappresentano un punto di incontro tra buyer esteri e gli imprenditori italiani dando loro la possibilità di stringere i rapporti e concludere contratti che, in alcuni casi, potrebbero far raddoppiare il fatturato in pochi anni.

Stiamo assistendo ad una forte accelerazione di tutto il Sistema paese, attraverso l’intensa collaborazione tra ICE, CDP, Sace e Simest, sotto la guida dei ministeri coinvolti che anche loro stanno serrando i ranghi, nel sostegno agli imprenditori che vogliono andare all’estero.

Un esempio della capacità di far sistema è senza dubbio l’operazione che ha portato la pasta italiana nello spazio e che rappresenta un’opportunità promozionale incredibile per la cucina italiana soprattutto se la colleghiamo alla candidatura a Patrimonio immateriale UNESCO promossa dai ministri Sangiuliano e Lollobrigida.

Dobbiamo essere bravi a sfruttare queste attività di promozione perché la cucina italiana non è solo valore numerico ma ha un ruolo ed un valore strategico per l’Export italiano nel mondo“.

Matteo Zoppas, Presidente di ICE

Questi esempi evidenziano come l‘industria alimentare nazionale, nonostante sia in parte dipendente dai trader internazionali per circa un terzo delle materie prime, continua a competere e a crescere grazie a un’eccezionale flessibilità e creatività che ha permesso ai consumatori italiani di non subire un eccessivo aumento dei costi degli alimentari e ai distributori internazionali di aggiornare rapidamente le proprie offerte per non perdere quote di mercato.

L’OSSERVATORIO SUL SETTORE FOOD DI CIBUS

Il futuro del Made in Italy Alimentare dipenderà dalla sua capacità di continuare ad innovare e investire restando fedele a tradizioni e territori“.

Antonio Cellie, Amministratore Delegato di Fiere di Parma

In questa prospettiva, Cibus ha promosso e realizzato un Osservatorio sul settore food, che Fiere di Parma svilupperà in collaborazione con il CERSI, Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Un monitor che fornirà agli imprenditori, ai manager e ai policy-maker un quadro costantemente aggiornato sull’andamento internazionale del settore alimentare, offrendo indicazioni utili per individuare opportunità di sviluppo commerciale nei mercati esteri attraverso un’analisi comparata e costantemente aggiornata.

Durante CIBUS 2024 verrà presentato un’anteprima dei dati della ricerca volta ad analizzare la competitività delle principali regioni del mondo (Europa, America, Asia). Studio che sarà completato in autunno e che includerà un’analisi dettagliata sulle esportazioni di 11 Paesi chiave: Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Polonia, Belgio, Paesi Bassi, USA, Cina, Brasile e Thailandia.

L’obiettivo è fare un assessment sulla competitività internazionale di ciascun paese, analizzando l’evoluzione della loro posizione competitiva negli ultimi cinque anni e i principali mercati di destinazione per i prodotti alimentari.

CIBUS 2024: IL FORMAT

CIBUS, manifestazione di riferimento per il settore agroalimentare Made in Italy, frutto della consolidata collaborazione tra Fiere di Parma e Federalimentare, si distinguerà in questa edizione per il numero eccezionale di espositori.
Nei suoi 120mila mq di superficie espositiva distribuita su 8 padiglioni, saranno presenti oltre 3.000 brand, con una lista di attesa di 600 aziende. Inoltre, si potrà contare sul la presenza di numerosi buyer (ad oggi quasi 2.000 già registrati) della grande distribuzione italiana e internazionale, provenienti da mercati come Stati Uniti, Germania, Spagna, Francia, Regno Unito e Medio Oriente. Il 2024 sarà anche l’anno dei Paesi dell’area Asean, con il ritorno della Cina – assente durante la pandemia – e una significativa delegazione dal Giappone.

Cibus offrirà una panoramica completa del settore alimentare italiano, presentando in fiera il meglio dei principali settori dell’Agroalimentare Made in Italy.

Inoltre, grazie alla collaborazione con Agenzia ICE, saranno presenti buyer, category manager e responsabili acquisti delle più importanti catene di supermercati. Non mancheranno realtà di riferimento a livello internazionale per l’horeca, così come gli importatori e i distributori chiave per il Made in Italy nel mondo.

Tra gli eventi in programma, anche numerosi convegni e iniziative dedicate all’Authentic Italian Food&Beverag e, per la prima volta, sarà presentato “T-OWN”, un progetto che, in modo originale, presenterà le idee e le iniziative messe in campo dalle aziende agroalimentari per informare i consumatori finali delle caratteristiche sociali, energetiche e nutrizionali dei singoli prodotti. Una call for ideas progettata dallo spin off T_OOL.

Tutti i dettagli su: www.cibus.it

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