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CONNECTED CAR

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ITALIA, IL FUTURO È CONNECTED CAR

Il mercato delle connected car in Italia segna una forte crescita e arriva a raggiungere, nel 2021, un valore di 1,92 miliardi di euro. Questa crescita dell’8% è dipesa – dalla ricerca dell’Osservatorio Connected Car & Mobility della School of Management del Politecnico di Milano – principalmente alle soluzioni per l’auto connessa e dai sistemi di Advanced Driver Assistance Systems (come frenata automatica d’emergenza o il mantenimento del veicolo in corsia) presente nei nuovi modelli.

Con questi cambiamenti che stanno modificando il settore auto e la mobilità stessa arrivano anche nuovi modelli di business – che impattano sia sul veicolo stesso che su quello che lo circonda – basati sulla servitizzazione.

Aziende, Pubbliche Amministrazioni e consumatori sono sempre più interessati alla gestione da remoto di auto e veicoli smart, attivandone servizi e funzionalità avanzate. E in un contesto caratterizzato da fattori critici come la crisi dei chip, le difficoltà di approvvigionamento di componenti e il rincaro delle materie prime e dell’energia, l’evoluzione tecnologica ha un ruolo chiave per consentire alle aziende di continuare ad essere competitive e abilitare nuove opportunità di crescita in futuro. Tra le tecnologie disponibili, la connettività è certamente una delle più promettenti”.

Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Connected Car & Mobility

Nel prossimo futuro i guidatori potranno scegliere di attivare, per Giovanni Miragliotta, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Connected Car & Mobility, alcuni optional. Questi, acquistabili e attivabili in qualsiasi momento e per il tempo che si desidera, potranno gestire dai sistemi avanzati di assistenza alla guida ai sedili riscaldanti. Una vera e propria rivoluzione.

SMART ROAD E SMART MOBILITY

Lo sviluppo delle smart road, a livello nazionale ed internazionale, porta a numerosi benefici, tra cui principalmente quelli legati ai temi della sicurezza stradale e dell’ottimizzazione della gestione dei flussi di traffico. Altri punti a favore dell’adozione di smart road riguardano la riduzione dell’inquinamento e la migliore gestione della manutenzione dell’infrastruttura, tecnologica e/o stradale. Solo nel 2021 si è registrata una crescita del 64% sul 2020 con ben 28 progetti attivati.

Inoltre, è cresciuta l’attenzione anche per la mobilità smart e per le infrastrutture abilitanti grazie anche agli oltre ai 60 miliardi di euro previsti nel PNRR. Infatti, è aumentata la diffusione di iniziative da parte dei comuni italiani: il 59% dei comuni ha avviato dei progetti – nel 2020 erano il 50% e nel 2019 il 41% – anche se resta invariata la tendenza dei comuni a superare la fase di sperimentazione e passare invece a quella esecutiva, con 1 progetto su 2 che si trova ancora in fase embrionale. L’Osservatorio nota però una riduzione delle tempistiche di sviluppo delle iniziative anche se pesa ancora il rallentamento causato dalla pandemia.

I SISTEMI DI GUIDA AUTONOMA

Un altro punto fondamentale che subirà una netta trasformazione tecnologica nel prossimo futuro riguarda la guida autonoma. La trasformazione maggiore impatterà principalmente sull’implementazione della guida autonoma nei veicoli per la logistica che influenzerà notevolmente sia l’efficienza ma anche quel che concerne costi e sicurezza.

Questa tecnologia però comporta non poche difficoltà. Per Sergio Savaresi, Professore Ordinario di Ingegneria dell’Automazione del Politecnico di Milano, “la guida autonoma di piccoli veicoli per la consegna di beni di piccola/media taglia presenta delle complessità notevoli”. Questo soprattutto perché i percorsi pedonali non sono solo scarsamente censiti ma presentano molteplici ostacoli: pedoni, biciclette, monopattini e animali sono un ulteriore elemento di complessità, anche per l’assenza di un quadro normativo definito.

Per questo motivo, prosegue Savaresi, la ricerca si sta focalizzando nello sviluppo di tecnologie specifiche per questo tipo di veicoli, che saranno inoltre i primi a sperimentare in modo massiccio forme ibride di guida, parzialmente autonoma e parzialmente remota, appoggiandosi alla rete 5G sia per la trasmissione dati che per la localizzazione ed eventuale potenza di calcolo offerta dalla rete stessa.

Molti nodi quindi ancora da sciogliere per ottimizzare ed implementare in maniera sicura la guida autonoma su tutti i veicoli futuri.

OPPORTUNITÀ PER IL COMPARTO ASSICURATIVO

Con il mercato in forte espansione, quello delle auto connesse porta grandi opportunità di business anche per il settore assicurativo. Attualmente in Italia – sempre secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano – 1 auto su 2 è connected car (47%).

Le soluzioni odierne maggiormente utilizzate a scopo assicurativo restano box GPS/GPRS volti a localizzare e registrare i parametri di guida, in crescita del 10%, invece, quelli da vetture nativamente connesse tramite SIM. Anche le soluzioni per le smart auto con il loro +18% rispetto al 2020, generano un valore di 400 milioni di euro. Inoltre, la domanda dei servizi maggiormente richiesti dai possessori di auto smart italiani è legata alla connettività, in special modo su assistenza stradale in caso di guasto del veicolo seguito dall’invio di soccorsi in caso di sinistro e la manutenzione predittiva per prevenire i guasti. Funzioni smart che, nel futuro, saranno richiesti dal 75% tra coloro che hanno intenzione di acquistare un’auto connessa.

Il mercato assicurativo dovrà quindi cercare di rispondere ai bisogni dei fruitori creando soluzioni ultra-personalizzate modificando, non solo in base allo stile di guida, ai dati presi dai sistemi ADAS o dall’alimentazione utilizzata, il premio calcolato.

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