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AGROBIODIVERSITY INDEX

Il Food Planet Prize del 2023 è stato assegnato a Agrobiodiversity Index, un indice quantitativo in grado di misurare la sostenibilità del sistema alimentare, che vince i due milioni di dollari del premio.

In questa competizione vince chi dimostra di avere il potenziale per migliorare l’intero sistema agroalimentare, rispettando in ogni fase del processo il nostro Pianeta.

MISSIONE TRASFORMAZIONE

La sfida del Food Planet Prize è ridurre l’impatto ambientale del nostro attuale sistema alimentare globale che sta esaurendo (anche molto velocemente!) le risorse naturali.

Il nostro Pianeta, infatti, è in pericolo a causa del modo in cui produciamo e consumiamo le nostre fonti di sostentamento. Suoli impoveriti, oceani saccheggiati, perdita di biodiversità e riscaldamento globale sono solo alcune delle conseguenze di questo sfruttamento eccessivo perpetrato costantemente a causa di una popolazione in rapida crescita.

È indispensabile rimodulare tutto il nostro sistema alimentare in modo tale da rispettare i limiti del Pianeta. Il termine Food Planet è stato coniato proprio per sottolineare l’interazione tra il sistema alimentare globale e le sfere del sistema Terra ossia: la geosfera (terra), l’idrosfera (acqua), l’atmosfera (aria) e la biosfera (tutti gli esseri viventi, inclusi noi uomini e donne).

Ogni anno il premio viene assegnato ad un vincitore selezionato attentamente dalla Curt Bergfors Foundation tra le varie candidature pervenute. Chiunque può partecipare e i candidati provengono da tutto il mondo.

AGROBIODIVERSITÀ

L’edizione 2023 del Food Planet Prize è stata vinta dal team dell’Agrobiodiversity Index che ha elaborato un indice quantitativo per misurare la sostenibilità del sistema alimentare. Uno strumento pensato per agricoltori, aziende e istituzioni così da accelerare la transizione verso sistemi alimentari sani e sostenibili.

La biodiversità è un tema molto attuale ma si parla ancora poco di agrobiodiversità che, invece, coinvolge piante, animali e microorganismi dedicati al cibo e all’agricoltura. L’International Union for Conservation of Nature ha realizzato una lista delle specie minacciate di questo settore e la situazione è drammatica.

Nel mondo esistono seimila specie diverse che vengono coltivate per fini alimentari. Di queste, nove colture da sole (ossia canna da zucchero, mais, riso, grano, patate, soia, frutti di palma da olio, barbabietola da zucchero e manioca) costituiscono il 66% della produzione agricola mondiale. Per quanto riguarda l’allevamento, un quarto delle oltre settemila razze di bestiame esistenti si sta estinguendo. A livello globale, esiste una fortissima tendenza alla monocoltura e agli allevamenti di poche razze che rende il sistema più soggetto a parassiti ed epidemie.

COME FUNZIONA

In questo complicato scenario, l’Agrobiodiversity Index potrebbe aiutarci a capire “cosa stiamo perdendo” attraverso l’analisi di tre grandi elementi:

  • Lo stato: lo stato attuale dell’agrobiodiversità nei mercati e nei consumi, nella produzione agricola e nella gestione delle risorse genetiche;
  • Le azioni: cosa stanno facendo concretamente paesi, aziende o progetti per aumentare l’agrobiodiversità in tutto il sistema alimentare;
  • Gli impegni: in che misura le strategie, le politiche e i codici di condotta nazionali, aziendali o di progetto contribuiscono all’uso sostenibile e alla conservazione dell’agrobiodiversità per diete sane, agricoltura sostenibile e opzioni di utilizzo future.

Incrociando i dati, i ricercatori possono ricavare informazioni utilissime per il settore agroalimentare ma esiste un problema: solo poche colture (grano, mais, riso, soia) dispongono di dati completi e globali. Di molte altre specie si sa poco e in modo non uniforme.

LE POSSIBILI APPLICAZIONI

Agrobiodiversity Index ha ben quattro applicazioni pratiche:

  • Valutazione del rischio e della resilienza quando l’agrobiodiversità è bassa.
  • Pianificazione degli interventi confrontando l’impatto sull’agrobiodiversità degli interventi nei mercati alimentari, nelle catene di approvvigionamento, nella produzione o nella gestione delle risorse genetiche agricole.
  • Allineamento delle politiche globali. Gli indicatori dell’Indice sono allineati con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 e con gli obiettivi per proteggere la biodiversità, finora non raggiunti (detti Aichi Targets).
  • Ranking e benchmarking. Questo permetterà di confrontare le proprie prestazioni con quelle degli altri in modo da trovare uno stimolo per migliorare e promuove lo scambio di conoscenze e di buone pratiche.
UNO STRUMENTO PER TUTTI

L’Agrobiodiversity Index non è uno strumento teorico riservato a laboratori e scienziati. Infatti, i ricercatori di questo team lavorano già fianco a fianco di alcune grandi aziende che vogliono raggiungere una vera sostenibilità ambientale. Un valido aiuto finalizzato a ridurre i rischi nella catena di fornitura, migliorare la tutela dell’ambiente e la sostenibilità della produzione, rispondendo in ogni caso alle esigenze dei consumatori e degli investitori.

Inoltre, Agrobiodiversity Index è un valido strumento per i governi e partner che vogliono progettare e monitorare politiche e interventi finalizzati a raggiungere obiettivi globali.

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