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CYBERSECURITY IN ITALIA MERCATO IN FORTE CRESCITA

Con l’aumento degli attacchi informatici in una nuova normalità di vita “online”, gli investimenti nella cybersecurity sono sempre maggiori. Dalla ricerca fatta dall’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2021 il valore raggiunto è di 1,55 miliardi di euro con una crescita dell’13% rispetto all’anno precedente.

“Con il protrarsi dell’emergenza sanitaria, si sta consolidando la consapevolezza sull’importanza della cybersecurity, non solo nelle organizzazioni di maggiori dimensioni, ma anche in realtà meno strutturate. Il mercato ha ripreso a correre, cresce la diffusione dei CISO nelle aziende, sempre più realtà hanno adottato tecnologie e rivisto i processi per aumentare la sicurezza di fronte alle minacce crescenti”.

Gabriele Faggioli, responsabile scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection
IL MERCATO ITALIANO DELLA CYBERSECURITY

L’attenzione delle aziende verso la cybersecurity non è mai stata così alta. Il 60% delle grandi organizzazioni ha intenzione di aumentare il budget destinato alla sicurezza informatica. Attenzione condivisa anche dalle istituzioni che hanno elaborato importanti provvedimenti in questo ambito. Nella “Missione 1” del PNRR, infatti, sono stati previsti investimenti per “623 milioni di euro in presidi e competenze di cybersecurity nella PA” e nella “Missione 4”, invece, “fondi per la ricerca e la creazione di partenariati su temi innovativi, tra cui la sicurezza informatica”.

Altro punto di svolta è l’introduzione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) alla quale le imprese hanno già risposto positivamente:

  • 17% vorrebbe collaborare con l’ ACN;
  • 53% attende le linee guida e le indicazioni;
  • 22% vuole approfondire meglio il ruolo dell’organismo nell’ottica di individuare opportunità future.
IL RISCHIO CYBER

Il numero di attacchi informatici è in costante crescita. Il 31% delle grandi aziende in Italia ha registrato un aumento degli attacchi informatici nell’ultimo anno: solo nel primo semestre del 2021 gli incidenti gravi sono stati 1.053 incidenti gravi nel primo semestre del 2021 (15% in più rispetto al semestre 2020). Per limitare i potenziali fattori di rischio il 54% delle organizzazioni ritiene indispensabile aumentare la consapevolezza dei dipendenti sui comportamenti da adottare. Per questo motivo, il 58% delle aziende ha stilato un piano di formazione sulle tematiche di cybersecurity e data protection.

“Il primo passo è stato compiuto: le organizzazioni hanno posto le basi per rendere la cybersecurity un elemento chiave per il loro business, intraprendendo un percorso strutturato verso una nuova fase. L’Italia rimane però all’ultimo posto tra i Paesi del G7 nel rapporto tra spesa cybersecurity e PIL e il mercato del cybercrime corre veloce, con nuove tipologie di attacco sempre più sofisticate. Le organizzazioni non devono abbassare la guardia, ma muoversi elaborando una strategia a lungo termine per la sicurezza informatica“.

Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection
CYBERSIMON SAYS

I recenti dati delineano come le aziende italiane, avvantaggiate dal periodo storico-economico e tramite lo stanziamento di ingenti somme siano direzionate verso un’espansione nell’ambito della tecnologia e dell’informatica. Sebbene ciò porterà ad un efficientamento nella gestione delle risorse ed ad un ulteriore incremento dei nostri processi produttivi, è anche vero che ad ogni opportunità che si intende realizzare corrispondono rischi che vengono assunti.
Tra i più ovvi, troviamo il cyber crime ed il c.d. fattore umano, quest’ultimo dimostratosi capace di generare errori attraverso macchine e processi informatici considerati infallibili. Fino ad arrivare al fenomeno della “data concentration“, soprattutto grazie all’avvento dei cloud, dove l’archiviazione centralizzata di informazioni ha generato un inevitabile concentrazione di rischio (senza contare che questi complessi di computer sono quasi sempre gestiti da aziende terze, di cui il cliente medio sa ben poco).  

Oltre ad un’adeguata pianificazione che dovrà tener conto di possibili deviazioni sul percorso per raggiungere l’obbiettivo che le aziende italiane si sono preposte, sarà necessario strutturate dei modelli organizzativi che consentano revisioni e che possano essere adatti ad un rischio che muta di pari passo con il progresso tecnologico. Questo approccio sarà di fondamentale importanza, al fine di garantire lo sviluppo del paese nell’ambito dell’informatica ed onde evitare che le opportunità vengano sovrastate dai rischi. 

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