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DECRETO SUPERBONUS: ECCO LE PRINCIPALI NOVITÀ

Tra le principali novità del DL 39/2024 le spese inerenti a Superbonus, Sismabonus e Barriere Architettoniche saranno detraibili in 10 anni con una retroattività limitata per le spese sostenute nel 2024, controlli anti frode da parte dei Comuni e bonus ristrutturazioni con aliquota pari al 30% dal 2028.

Il 16 maggio il Senato ha approvato la conversione in legge del DL 39/2024, cosiddetto “Decreto Superbonus” contenente tutte le novità in materia di Superbonus e altri bonus edilizi. Il Senato ha approvato il testo con 101 voti favorevoli e 64 voti contrari ed entro il 28 maggio il disegno di legge dovrà essere tramesso alla Camera per la sua approvazione definitiva.

Per quanto riguarda le spese per gli interventi relativi al Superbonus, a partire dal 1° gennaio 2024 la detrazione Irpef, sarà rateizzata in 10 quote annuali. La modifica riguarda, quindi, le spese sostenute nel 2024 e nel 2025, pertanto la retroattività dell’emendamento che ha fatto molto discutere, è stata confermata.

La detrazione in 10 anni riguarderà anche le spese sostenute relative al Sismabonus e al Bonus barriere architettoniche. Anche per ciò che concerne questi bonus, la detrazione in 10 anni riguarderà le spese a partire dal 1° gennaio 2024. La normativa prevede, inoltre, che la ripartizione dei crediti di imposta non seguirà quella delle detrazioni, ma continuerà in 4 quote annuali per il Superbonus e in 5 quote annuali per il Sismabonus.

Dopo le recenti modifiche normative chi vuole fruire del Superbonus non potrà più contare su sconto in fattura e cessione del credito. Inoltre, l’emendamento approvato ha previsto anche il divieto, per chi ha beneficiato del Superbonus o di un altro bonus edilizio con detrazione diretta, di optare per sconto in fattura o cessione del credito per le rate successive non ancora fruite.

Al fine di monitorare la spesa, viene introdotto l’obbligo per coloro che sostengono le spese per gli interventi di efficientamento energetico o per interventi antisismici, di trasmettere una serie di dati all’ENEA e al Portale Nazionale delle Classificazioni Sismiche.

Nello specifico, per quanto riguarda le spese relative ai lavori di efficientamento energetico agevolabili con Superbonus, i soggetti dovranno trasmettere all’ENEA:

  • i dati catastali relativi all’immobile oggetto degli interventi;
  • l’ammontare delle spese sostenute entro il 30 marzo 2024 (data di entrata in vigore del DL 39/2024);
  • l’ammontare delle spese che prevedibilmente saranno sostenute dal 30 marzo 2024 e nel 2025;
  • le percentuali delle detrazioni spettanti per le spese.

Mentre, i soggetti che hanno sostenuto interventi antisismici agevolabili con Superbonus, dovranno trasmettere gli stessi dati al Portale Nazionale delle Classificazioni Sismiche.

L’omessa trasmissione dei dati richiesti concernente i lavori che al 30 marzo 2024 risultano in corso, comporterà una sanzione pari a 10.000 euro, mentre per gli interventi per i quali la Cilas o la richiesta del permesso di costruire sono presentati a partire dalla data di entrata in vigore del DL 39/2024 (30 marzo 2024), il mancato invio della comunicazione causerà la decadenza dell’agevolazione senza possibilità di remissione in bonis.

Il Decreto Superbonus prevede, inoltre, la costituzione di due fondi, uno da 35 milioni di euro per il 2025 destinato agli interventi di riqualificazione nelle aree colpite da eventi sismici verificatisi dal 1° aprile 2009 in poi e l’altro da 100 milioni di euro, sempre per il 2025, destinato alla riqualificazione strutturale ed energetica realizzata da enti del terzo settore.

Per quanto riguarda le banche e gli Istituti di credito, dal 1° gennaio 2025 non potranno più usare i crediti derivanti da Superbonus e altri bonus edilizi, acquistati precedentemente, per compensare i contributi previdenziali, assistenziali e i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Inoltre, le banche e gli Istituti di credito che hanno acquistato i crediti a un prezzo inferiore al 75% del valore nominale potranno usare tali crediti in 6 rate annuali anziché in 4 e la quota di credito non utilizzata non potrà essere fruita negli anni successivi.

Nell’ambito di questo nuovo Decreto entrano in gioco anche le pubbliche amministrazioni locali, difatti i Comuni potranno segnalare alle autorità competenti (Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza) interventi fasulli che hanno portato a detrazioni indebite. La segnalazione permetterà ai Comuni di ricevere il 50% dei tributi statali riscossi e delle relative sanzioni applicate ai trasgressori.

Infine, per quanto riguarda il Bonus Ristrutturazioni, è stato confermato che dal 2028 l’aliquota scenderà al 30% fino al 2033, mentre per il triennio dal 2025 al 2027 l’aliquota sarà pari al 36%.

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