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DIGITAL HEALT, IPB E TUMORE DELLA PROSTATA

Si è svolto ieri presso la sala Tevere nella sede della Regione Lazio – che lo ha patrocinat -, il convegno “Prevenzione, Terapia e Ruolo della Digital Healt nell’IPB e nel Tumore della Prostata”, promosso dall’IISMAS (Istituto Internazionale Scienze Mediche Antropologiche e Sociali) e organizzato da Dreamcom.

INTERVENTI

Aldo Morrone – Direttore Scientifico IISMAS (già Direttore Scientifico dell’IRCCS IFO San Gallicano) – e Carla Bruschelli – Medico, Docente di Metodologia Clinica Interna, La Sapienza e Divulgatore Scientifico RAI – hanno curato la moderazione dell’evento.

Tra i relatori:

  • Andrea Tubaro – Docente di Urologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia Sapienza (Roma), Presidente Ononrario del congresso 2023 SIU (Società Italiana di Urologia), Direttore UOC Urologia A.O. Sant’Andrea di Roma.
  • Marco Minnetti – Responsabile Medico di Diagnostica per Immagini, Casa di Cura Nostra Signora della Mercede – Roma
  • Enrico Finazzi Agrò – Docente di Urologia presso Università Tor Vergata – Roma
  • Giuseppe Tonini – Coordinatore Scientifico del Comitato Tecnico Scientifico Nazionale LILT
  • Giuseppe Simone Direttore UOC Urologia IFO Istituto Regina Elena – Roma
  • Giuseppe Autera – Consigliere Europa Uomo.
GLI INTENTI

Obiettivo dell’evento: affrontare con visione globale il problema del tumore maligno della prostata, dalla prevenzione allo screening alla gestione del trattamento, attraverso il raggiungimento di obiettivi terapeutici condivisi con piena consapevolezza del Paziente.
La digital health è uno strumento fondamentale per supportare i pazienti affetti da neoplasie. Attraverso l’utilizzo di dispositivi digitali, monitoraggio delle attività fisiche, applicazioni per smartphone e altri sistemi informatici, è possibile intraprendere un approccio sistematico di cura personalizzata. L’incontro ha, infatti, analizzato i modi in cui la digital health può contribuire a migliorare la gestione dei pazienti oncologici, favorendo il monitoraggio, la comunicazione medico – paziente, l’informazione medica e la migliore adesione alle terapie.

LA PATOLOGIA

L’ipertrofia o iperplasia prostatica benigna (BPH o IPB) è una patologia caratterizzata
dall’aumento di volume della ghiandola prostatica dovuto al numero di cellule prostatiche epiteliali e stromali e alla formazione di noduli. Si tratta di una patologia molto comune negli uomini:
colpisce il 5-10% degli uomini dopo i 40 anni di età e oltre l’80% dopo i 70 e 80 anni, ma produce sintomi solo nella metà dei soggetti. Il tumore della prostata si è rivelato la neoplasia maschile più frequente in Europa: viene diagnosticato ogni anno a circa 450 mila uomini.
Anche nel nostro Paese il cancro alla prostata è la forma prevalente di neoplasia nei maschi e la terza per mortalità, con circa 40.000 nuovi casi all’anno, rappresentando il 19% del totale dei tumori. In particolare, nel 2021 sono stati diagnosticati oltre 39.000 nuovi casi, di cui un numero significativo è risultato, alla diagnosi, affetto da tumore metastatico o colpito da patologia in progressione.
L’incidenza del tumore alla prostata in Italia è più che raddoppiata negli ultimi dieci anni, impattando notevolmente anche sulla spesa sanitaria. I tassi di incidenza variano considerevolmente per area geografica, con valori più bassi nel Meridione, dove lo screening con PSA è meno diffuso.

CONCLUSIONI

Per contrastare al meglio l’insorgenza di patologie della prostata e favorire un’elevata qualità di vita nel tempo sono indispensabili, innanzi tutto, l’accorta e sapiente gestione del rischio clinico globale e l’appropriatezza delle cure primarie, associati ad una efficace comunicazione ed alleanza medico-paziente.

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