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Insieme per il Mar Mediterraneo

Ambiente

INSIEME PER IL MAR MEDITERRANEO

Il Mar Mediterraneo rappresenta un patrimonio inestimabile di bellezza, storia e cultura. Per questo motivo, in occasione della Giornata internazionale del Mediterraneo, dedicata alla consapevolezza dello stato di salute del nostro mare e dei rischi a cui va incontro, vogliamo parlarvi del nuovo progetto di Marevivo, in partnership con TEZENIS, “Insieme per il Mar Mediterraneo”.

La plastica è uno dei grandi problemi che affligge il Mare Nostrum. Oltre a mettere a rischio l’equilibrio dell’ecosistema, mette a rischio anche la nostra salute: in media ingeriamo cinque grammi di plastica a settimana, pari ad una carta di credito.

Insieme per il Mar Mediterraneo ha proprio questo scopo: recuperare 10.000 kg di rifiuti di plastica dal mare. E non solo. Il progetto prevede anche la conversione di una parte dei rifiuti in energia elettrica e calore.

“Si tratta di un progetto estremamente ambizioso ed innovativo che permetterà di risparmiare tonnellate di rifiuti plastici al mare e, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie disponibili, sperimentarne l’utilizzo in un percorso di economia circolare”.

Raffaella Giugni, Responsabile Relazioni Istituzionali di Marevivo
IL MARE, UNA RISORSA FONDAMENTALE

Il mare è vitale per il nostro Pianeta:

  • ricopre il 70% della superficie terrestre,
  • fornisce il 50% dell’ossigeno che respiriamo,
  • assorbe circa il 25% dell’anidride carbonica in eccesso,
  • contribuisce al controllo dei cambiamenti climatici,
  • fonte di cibo,
  • fornisce numerosi posti di lavoro (Blue Economy).

Purtroppo, ogni anno, circa 8-13 milioni di tonnellate di plastiche finiscono in mare. Le correnti del Mediterraneo fanno sì che l’80% di questi rifiuti tornano sulle coste: bottiglie, flaconi, buste, lenze, reti da pesca e molto altro ancora.

“Plastiche e microplastiche sono ingerite dagli organismi, possono rilasciare sostanze tossiche ed avere effetti subdoli, spesso difficili da diagnosticare. La ricerca sta facendo passi enormi nella conoscenza di questo fenomeno ma è importante anche creare sinergie ed approcci multidisciplinari che possano portare a soluzioni concrete ed obiettivi misurabili”.

Francesco Regoli, Direttore del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, Università Politecnica delle Marche
LE FASI DEL PROGETTO
LA PRIMA FASE

I battelli ecologici “Pelikan” di Garbage Group pattuglieranno porti, coste e foci dei fiumi – per un’estensione di 240.000.000 mq – per recuperare tonnellate di rifiuti di plastica. Più di 10.000 kg di plastica vengono raccolti dal mare, equivalente al peso di 1 milione di bottigliette.

“Questa è una bellissima iniziativa che coniuga il nostro “Sistema Pelikan” con il mondo dell’associazionismo, ricerca e altre aziende private in filiera una sinergia vincente tanto dal punto di vista del risultato operativo raggiunto che da quella della sensibilizzazione sul tema della tutela ambientale”.

Paolo Baldoni, CEO di Garbage Group
LA SECONDA FASE

Grazie al dispositivo Green Plasma sviluppato da IRIS parte dei rifiuti recuperati vengono convertiti in energia elettrica e calore. “Il sistema si basa sull’utilizzo della tecnologia di conversione termochimica che, grazie alle alte temperature raggiunte (fino a 5000° gradi), consente di trasformare in gas qualsiasi composto organico, separandolo dalla matrice inorganica. Il gas viene quindi convertito in energia elettrica e calore: l’intero trattamento avviene in assenza di ossigeno, senza combustione, quindi i rifiuti non bruciano e non producono ceneri né emissioni nocive”.

Grazie ad anni di ricerca e sviluppo siamo arrivati ad una soluzione sicura, efficiente e compatta che trasforma i rifiuti in risorsa.

Ora abbiamo una sfida ancora più grande da affrontare: utilizzare il nostro sistema brevettato Green Plasma per sviluppare progetti di economia circolare, con l’obiettivo di accelerare la transizione verso un mondo senza rifiuti, unendo mitigazione e prevenzione in un unico innovativo servizio per le comunità costiere e tutti i contesti isolati che hanno la necessità di essere autosufficienti”.

Manuel Lai, Amministratore Delegato di IRIS
LA TERZA FASE

L’ultima fase prevede lo studio e l’analisi in modo da ottenere dati utili per la ricerca del settore. “Il progetto verrà supportato da uno studio scientifico svolto dal Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente (DiSVA) dell’Università Politecnica delle Marche ad Ancona, polo di studio Nazionale per queste tematiche, che procederà a condurre la caratterizzazione chimica dei rifiuti raccolti dal mare, la loro capacità di concentrare e trasportare contaminanti, gli impatti sugli organismi e sulla rete trofica. Inoltre lo studio analizzerà la resa energetica specifica per le diverse plastiche raccolte in mare, dal valore energetico dei singoli materiali sarà possibile definire il valore energetico di un’intera spiaggia da ripulire, introducendo un nuovo indicatore per i modelli di sostenibilità delle azioni di recupero ambientale”.

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