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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLA VERITÀ

Il concetto e i metodi dell’informazione negli ultimi 20 anni hanno subito una trasformazione irrevocabile. La diffusione di notizie è diventata – tramite rete, social e quant’altro – un’attività quotidiana a portata di tutti. Proprio in questo scenario, verità e falsità, i due poli della realtà, al centro di dibattiti sin dalla notte dei tempi, oggi sembrano aver trovato uno strano terreno di coesistenza.

Le c.d. Fake news che in italiano diventano le Bufale sono all’ordine del giorno, un po’ perché chi le scrive non ha più il tempo per verificare l’appropriatezza delle fonti e delle notizie stesse, un po’ perché alcune notizie anche se false…piacciono, generano un senso di appartenenza e comunità, perciò, in pratica decidiamo – in modo più o meno conscio – di credergli o quantomeno di considerarle verosimili.

Mai come in questo periodo storico sembra verificarsi il detto “Una bugia ripetuta mille volte diventa una verità” – rappresentativo della propaganda nazista e attribuito…probabilmente in modo FALSO a Joseph Goebbels.

QUESTIONE DI FICTION

In alcuni casi le notizie false si intrecciano con la fiction e generano trasporto emotivo, curiosità. Si pensi ad esempio al presunto matrimonio di Pamela Prati che ha tenuto in piedi una stagione del programma della D’Urso, per poi rivelarsi assolutamente inesistente. Questo avrebbe potuto generare disappunto, soprattutto negli animi di coloro che hanno seguito con passione la vicenda e che avrebbero potuto sentirsi “traditi” da un epilogo così fumoso, e qui è stato messo in atto un escamotage di grandissimo effetto, la storia – pur rivelandosi inconsistente – ha virato sul tema delle “truffe amorose” nella rete, generando un nuovo tipo di coinvolgimento emotivo verso la protagonista che a quel punto è stata mostrata in tutta la sua fragilità. Verità? Montaggio costruito ad arte? Non si sa e a questo punto non è nemmeno più importante saperlo, il gioco del trasporto, della spettacolarità delle notizie, della ricostruzione partecipativa è partito e ha fatto il suo dovere.

Notizia, spettacolo, like, popolarità, tutto è talmente intrecciato che sarebbe inutile oltreché impossibile tentare di dividere i rispettivi confini.

IMPOSSIBILE FERMARE IL PROGRESSO

Il dibattito tra informazione vera e informazione falsa è portato avanti strenuamente e anacronisticamente da molti giornalisti cresciuti nella “vecchia guardia” che sembrerebbero auspicare a una sorta di ripristino delle competenze e, appunto, dei confini, deciso dall’alto, imposto dall’ordine o da una qualche legge…

E allora ci sembra di essere tornati in Inghilterra ai tempi del red flag act, un tentativo eclatante ed ovviamente inutile di contrasto del progresso (dove per progresso non intendiamo solo l’idea positiva dell’evoluzione tecnologica ma anche il semplice progredire degli usi e dei costumi per quanto discutibili). La vita e lo sviluppo non potranno mai essere fermati da leggi ad hoc, perché sono entrambi più forti e travolgenti di qualsiasi legge o regolamento, e anche la verità alla fine lo è.

IL SETTIMO SENSO

Ma come si può ovviare alla deriva dei falsi miti se questi entrano così intimamente nella società attuale e vengono convenzionalmente accettati di buon grado, a volte persino con entusiasmo?

Indubbiamente la chiave di tutto sta in quello che (considerando l’intuitività il sesto dopo gusto, olfatto, udito, vista e tatto), potremmo definire il settimo senso: il senso critico, che consiste nel saper verificare le notizie e individuare punti di riferimento autorevoli, nel variare nella fruizione dei mezzi e dei contenuti informativi etc.

Tutto ciò, per le generazioni nate prima dell’era di internet è piuttosto intuitivo e semplice. Più complessa appare la situazione delle generazioni cresciute dentro internet, per le quali i modelli autorevoli potrebbero essere autori o influencer di dubbia provenienza e con intenti poco trasparenti.

SI RESTA NEL LOOP

E allora…come si esce dal loop? Semplice…non se ne esce! I giornalisti coscienziosi continueranno ad essere legati ai valori fondamentali di etica e deontologia e si scontreranno con miriadi di altri individui dotati di “penne” che agiranno come crederanno più opportuno. Le famiglie (e forse anche gli insegnanti) che si renderanno conto dei rischi sapranno guidare (o almeno tenteranno di) i loro giovani verso il senso critico e la verifica delle informazioni.

Alla fine comunque, tra verità e falsità, non ci sarà vincitrice né vinta, e la loro coesistenza continuerà a scandire il tempo della vita di tutti noi, ma le generazioni future, formate adeguatamente, potranno sempre riconoscere le une dalle altre, anche se decideranno di accettare e persino di credere ad entrambe.

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