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PNRR: UNA NUOVA SALUTE TERRITORIALE

Il nostro Paese deve presentare, alla Commissione europea, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR): un programma di investimenti relativo al Next Generation EU.

Questo strumento risponde alle specifiche direttrici comuni richieste dalla Commissione europea. Tra le linee guida fondamentali, troviamo contribuire alla transizione ambientale, alla resilienza e alla sostenibilità sociale e investire nella transizione digitale, nell’innovazione e nella competitività.

Tra le priorità elencate abbiamo gli investimenti per:

  • sanità;
  • sostegno ai lavoratori colpiti dalla crisi;
  • liquidità delle imprese;
  • ripresa simmetrica;
  • salvaguardia dell’integrità del Mercato Unico.
LE TAPPE DEL PERCORSO

Il PNRR potrebbe rivelarsi una valida risposta alla crisi provocata dalla pandemia. Questo dovrebbe consentire il raggiungimento di importanti obiettivi di lungo termine, tra i quali la transizione verde e digitale del nostro Paese.

Questo Piano, seguirà una sequenza precisa, partendo con la definizione delle sfide che l’Italia intende affrontare. A seguire, si passerà alle missioni del programma, suddivise in cluster (insiemi) di progetti omogenei.

I cluster devono realizzare gli obiettivi delle missioni e, di conseguenza, le sfide. I singoli progetti di investimento saranno raggruppati nei cluster e, poi, si attueranno le iniziative di cui necessitano.

Le sei missioni sono:

  1. Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo;
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica;
  3. Infrastrutture per la mobilità;
  4. Istruzione, formazione, ricerca e cultura;
  5. Equità sociale, di genere e territoriale;
  6. Salute.
UNA SALUTE TERRITORIALE

La Missione sei del PNRR identifica politiche di intervento per una nuova salute territoriale, attraverso l’assistenza di prossimità e la telemedicina.

Gli obiettivi tengono in considerazione le specificità della realtà italiana, ossia: un’alta speranza di vita alla nascita, un tasso di mortalità basso fra i paesi OCSE, una spesa sanitaria pubblica relativamente contenuta in rapporto al PIL e un’elevata incidenza della popolazione anziana sul totale.

IL SISTEMA ITALIANO

Attraverso quest’analisi, emergono le principali necessità del sistema italiano, a cui far fronte con le politiche di intervento prioritarie del PRNN. I fattori del nostro sistema che vanno tenuti in considerazione sono:

  • razionalizzare i ricoveri, affidando all’ospedale le attività più complesse e delocalizzare a livello territoriale le prestazioni più semplici;
  • interventi di ammodernamento degli ospedali su tutto il territorio ,combattendo i ritardi, la carenza di personale, sostituendo le apparecchiature superate e fornendo moderni strumenti informatici;
  • adottare le migliori soluzioni digitali per i piani di presa in carico multidisciplinari e multiprofessionali, integrando i processi di cura e assistenza, potenziando la vicinanza e la comunicazione con le persone;
  • ricerca scientifica, individuando le corrette strategie con cui intervenire;
  • rafforzamento del personale sanitario, colmando le specifiche lacune nei vari comparti e apportando la necessaria formazione;
  • rafforzare il ruolo del Ministero della Salute e delle Regioni nell’attività di formazione;
  • incrementare la resilienza e la tempestività del sistema sanitario davanti alle emergenze sanitarie.

In quest’ottica, la Missione si concretizza in molteplici provvedimenti dedicati a due componenti: interventi nell’assistenza di prossimità e nella telemedicina e investimenti nell’innovazione, nella ricerca e nella digitalizzazione del comparto sanitario.

Queste sono le linee guida per le prossime azioni. Le risorse dedicate agli interventi elencati dovrebbero essere pari a 19,72 miliardi di euro, di cui circa il 70% viene da nuove risorse, a cui aggiungere le altre risorse in essere e 1,71 miliardi di risorse React Ue.

Il nostro Paese ha un’organizzazione dei servizi territoriali che varia molto da regione a regione. Possiamo, dunque, supporre che molteplici saranno i progetti che dovranno tener conto della disomogeneità dell’offerta e dei servizi.

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