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polvere di grillo

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POLVERE DI GRILLO

La polvere di grillo, che potrebbe sembrare un ingrediente arcano, tipico delle pozioni delle streghe, diventerà un ingrediente di uso comune.

Diciamo che già dal 2018 molte specie di insetti sono passate al vaglio di commissioni ed autorità e sono state inserite negli alimenti consentiti e “sicuri”. Alla base di questa strana operazione di “rinnovamento della dieta europea”, ovviamente, nasce dalla necessità di ripensare il concetto di alimentazione in maniera più sostenibile: molti insetti si cibano di “rifiuti/scarti” svolgendo un’azione di riciclo e contemporaneamente forniscono proteine, grassi e fibre a chi li mangia.

Da pochi gironi l’Unione Europea ha dato il via libera all’immissione in commercio della polvere parzialmente sgrassata di Acheta domesticus, che altro non è se non il “grillo domestico”.

Sebbene il nome latino possa suonare vagamente più commestibile, l’idea di mangiare parti di grillo non è proprio entusiasmante, soprattutto se si pensa alla parola “domestico”, come se il grillo possa essere un animale da appartamento.

L’aggettivo “parzialmente sgrassata” poi conferisce al tutto un’aspetto ancora meno appetibile, eppure questa polvere è stata da poco inserita nell’elenco dell’Unione dei nuovi alimenti istituito dal regolamento di esecuzione (UE) 2017/2470”, come riporta la Gazzetta Ufficiale dell’Ue.

Il 23 marzo 2022 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare aveva adottato un parere scientifico sulla sicurezza della polvere parzialmente sgrassata di grillo domestico, concludendo che “è sicura alle condizioni e ai livelli d’uso proposti”.

Vediamo allora nel dettaglio dove potremo trovare questa mitica polvere di grillo domestico parzialmente sgrassata, e vi anticipo: non è un elenco breve, infatti questo ingrediente potrà comparire in:

  • pane e panini multicereali,
  • cracker e grissini,
  • nelle barrette ai cereali,
  • premiscele secche per prodotti da forno,
  • biscotti,
  • prodotti secchi a base di pasta farcita e non farcita,
  • salse,
  • prodotti trasformati a base di patate,
  • piatti a base di leguminose e di verdure,
  • pizza,
  • prodotti a base di pasta,
  • siero di latte in polvere,
  • prodotti sostitutivi della carne,
  • minestre e nelle minestre concentrate o in polvere,
  • snack a base di farina di granturco,
  • bevande tipo birra,
  • prodotti a base di cioccolato,
  • frutta a guscio e semi oleosi,
  • snack diversi dalle patatine
  • preparati a base di carne.

Nel parere dell’Autorità è stato anche rilevato che “il consumo di polvere parzialmente sgrassata di grillo domestico può provocare reazioni allergiche nelle persone allergiche ai crostacei, ai molluschi e agli acari della polvere” ma “se il substrato con cui vengono alimentati gli insetti contiene ulteriori allergeni, questi ultimi possono risultare presenti nel nuovo alimento. E’ pertanto opportuno che gli alimenti contenenti polvere parzialmente sgrassata di grillo domestico siano adeguatamente etichettati”.

Purtroppo, data la mia allergia ai crostacei, in base al parere dell’Autorità, credo che dovrò astenermi dal provare questo nuovo sapore, ma attenderò l’arrivo di qualche altro fantastico ingrediente preso dall’entomologia, che, in base alle nuove frontiere del “farm to fork”…non credo attenderà ad arrivare.

Se l’idea di modificare la cultura gastronomica includendo forme di insetti possa sembrare in astratto molto positiva, le domande che ci sovvengono sono comunque molte, ne lasciamo qualcuna anche a voi sperando che arrivino presto le risposte.

La polvere di grillo domestico parzialmente sgrassata sarà un alimento adatto ai vegetariani? Ossia: gli insetti – che nella nostra cultura gastronomica occidentale non sono proprio all’ordine del giorno – sono considerati carne? Come si stabiliranno gli allergeni collegati a questo ingrediente? Ci sarà anche per i grilli un tipo di allevamento adeguato tipo quello delle “galline allevate a terra”?

E in ultimo: chi mangerà tanta polvere di grillo…avrà il diritto di avere troppi grilli per la testa?

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