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TAVOLO VITIVINICOLO PER CONTRASTARE LA CRISI DEL SETTORE

Si è tenuto nei giorni scorsi il Tavolo Vitivinicolo richiesto dal sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio.
Il comparto vitivinicolo, infatti, ha fortemente risentito delle limitazioni dovute alla pandemia che con la chiusura del canale Ho.Re.Ca. (Hotellerie-Restaurant-Café) che da solo vale il 40-45% del prodotto venduto.

Oltre a questo, non dobbiamo dimenticare i problemi provenienti dal clima. Le ultime gelate hanno causato ingenti danni ai vigneti “bruciando” le gemme, i germogli ed i fiori che stavano crescendo. Soltanto per quel che riguarda il Piemonte, Confagricoltura ha stimato che i danni ammontano a 18 milioni di euro.

“Sono convinto che il vino sia la punta di diamante dell’agroalimentare del nostro Paese e che sia in grado di trainare tutto il made in Italy, così come credo che una buona parte del turismo che arriverà nel prossimo futuro potrà essere legato a questo settore.
[…] Mi concentrerò su interventi che riguardano tre macrosettori: aiuti alle imprese, promozione in Italia e all’estero, semplificazione e sburocratizzazione. […] È il momento di tirarsi su le maniche e lavorare per dare al settore delle risposte nel più breve tempo possibile”.

Sottosegretario Gian Marco Centinaio
I DATI EXPORT DEL PRIMO TRIMESTRE 2021

L’attuale stato di emergenza ha causato un significativo crollo dell’export. Il consumo di vino italiano all’estero ha infatti raggiunto il minimo storico da oltre trent’anni con un calo del 20% nel primo trimestre del 2021.

Il presidente della Copagri, Franco Verrascina, durante la partecipazione al Tavolo Vitivinicolo, spiega come:

“Il trend preoccupante è stato principalmente determinato dagli Stati Uniti, primo mercato di riferimento per il vino italiano, dove gli acquisti si sono ridotti del 22% in quantità; la pandemia si è fatta sentire anche sull’export verso la Germania, secondo acquirente mondiale per le bottiglie nazionali, dove si è registrata una diminuzione del 24%, percentuale ingente ma addirittura inferiore a quella fatta registrare dall’export verso la Gran Bretagna, crollato del 33% anche in relazione alla Brexit”.

EVENTUALI STRATEGIE DI RIPRESA

Il presidente della Copagri osserva che, con i dati attuali, è fondamentale per le imprese avere una maggiore liquidità in modo da poter organizzare la produzione e cercare di “guardare al futuro”.

I produttori, in particolar modo, ritengono che serva accelerare “con le misure messe in campo per il contenimento delle rese” che “solo di recente hanno trovato parziale applicazione, con effetti tra l’altro limitati sulla liquidità a disposizione delle aziende”.

Inoltre, per dare al comparto risposte immediate occorre “puntare su interventi quali lo stoccaggio e la distillazione volontaria di crisi”. Quest’ultimo strumento però “va reso più agevole dal punto di vista normativo e va al contempo attualizzato, andando in particolare a individuare un prezzo adeguato al mercato che non vada a ledere la redditività delle imprese“.


Al tempo stesso, “è necessario dare certezza giuridica ai produttori agricoli, definendo in modo chiaro il perimetro della proroga per le domande di autorizzazione dei nuovi impianti viticoli 2021, con il fine di dare gambe ai decreti ministeriali finora discussi per andare in tale direzione”.

Per questo motivo per Verrascina è fondamentale proseguire anche sul versante della semplificazione e della sburocratizzazione del settore, esigenze molto sentite al pari del credito.

UN NUOVO APPROCCIO VERSO I RISCHI DEL SETTORE

Accanto alle decisioni politico-economiche che sono state portare avanti durante il Tavolo vitivinicolo, questo settore può contare su prodotti finanziario assicurativi di nuova concezione (clicca qui per approfondimenti). Anche nel campo della prevenzione dei danni e della sicurezza, la pandemia ci ha insegnato molto. Sicuramente la maggiore consapevolezza conseguita in questi ultimi anni porterà ad un utilizzo molto più diffuso di questi strumenti di gestione e dislocamento dei rischi, volti a proteggere il settore vitivinicolo e i prodotti.
La tendenza dell’ultimo periodo, infatti, conferma l’aumento di attenzione e di utilizzo di coperture e strumenti affini, che solo qualche tempo fa venivano considerate spese meno fondamentali e spesso non presenti tra le voci dei bilanci.

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