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UN NUOVO POTENZIALE EUROPEO: IL TURISMO DI LUSSO

Un recente studio ha sottolineato che il turismo di lusso ha un potenziale di crescita da 170 a 520 miliardi di euro da qui al 2030-2035. Il report è stato condotto da Eccia-High-End Tourism, gruppo di sei associazioni europee e di oltre 600 marchi del settore, portavoce di peculiarità ed esigenze del comparto.

SI, VIAGGIARE

Dalle ultime analisi emerge che in Italia è tornata la voglia di vacanza con un aumento della spesa media e del raggio degli spostamenti. Lo studio di Eccia, infatti, segue quello pubblicato dall’Osservatorio Confturismo-Confcommercio. In questo caso, si evidenzia che l’indice di propensione al viaggio è tornato allo stesso livello pre-pandemia a 67 punti (su scala da 0 a 100). Ben 23 milioni di italiani, tra 18 e 74 anni di età, sono intenzionati a partire nel periodo estivo.

A fine aprile, il report mostra che su 23 milioni di italiani il 40% ha già prenotato un viaggio, mentre i restanti sono più inclini ad una prenotazione tardiva o “last minute”.
Nasce così un nuovo stile di vacanza fatto di libertà di scelta e legato anche al bisogno di cautela poiché 6 italiani su 10 si dichiarano preoccupati per le conseguenze dell’inflazione e del caro energia.

Dalle statistiche emerge che il mare resta la meta preferita, di seguito troviamo la montagna, le città, i luoghi d’arte e i piccoli borghi. L’85% degli italiani sceglierà mete nazionali, nel 60% dei casi al di fuori della propria regione, mentre il restante 15% programma un viaggio in Europa.

I NUMERI DEL TURISMO DI LUSSO

In questo quadro globale emerge che il turismo di lusso è promotore di uno straordinario effetto moltiplicatore. Infatti, la spesa giornaliera del turista di alta gamma è di 8 volte superiore a quella del turista medio e le strutture ricettive occupano il doppio dei dipendenti rispetto alla media.

Attualmente, l’alto di gamma rappresenta il 2% delle strutture ricettive ma genera il 22% del fatturato europeo complessivo. Concorre a circa il 22% della spesa in alloggi e fino al 33% della spesa per cultura, intrattenimento e shopping, contribuendo a incrementare tutti gli anelli della catena di valore.

Riportiamo il parere di Nicola Giuliani, risk manager del settore turismo, riguardo alla situazione italiana.

“Lo standard qualitativo delle strutture di lusso è stato ulteriormente incrementato, nonostante le perdite accusate nel periodo pandemico, dalle imprese proprietarie sia negli alberghi storici che in quelli di nuova apertura; ne è conseguito che è già possibile apprezzare un’ampia presenza di turisti in varie aree turistiche ed alberghi che applicano allineate a clienti alto spendenti.

L’effetto benefico è che anche gli alberghi non lussuosi ma appartenenti, comunque, ad una fascia elevata hanno apportato significative implementazione ai servizi offerti all’ospite ed alla qualità dell’offerta, completando così quel processo di arricchimento che conferma l’ospitalità italiana ai vertici assoluti internazionali”.

TURISMO EUROPEO

Matteo Lunelli, presidente di Altagamma e nuovo presidente di ECCIA, ha dichiarato:

“L’Europa è la prima destinazione turistica al mondo e il turismo è un comparto strategico per l’economia europea, ma esiste un grande potenziale ancora inespresso nel segmento di alta gamma: la fascia alta vale già 130-170 miliardi. Un piano per lo sviluppo del turismo di alta gamma in Europa potrebbe portare a una crescita del valore del settore fino a 520 miliardi. Lo studio Eccia fotografa questi dati e indica alcune possibili leve di sviluppo: la creazione di una proposta turistica sostenibile e naturalistica, il miglioramento delle infrastrutture di mobilità di alta gamma, la semplificazione della politica di rilascio dei visti e un sistema formativo focalizzato sull’ospitalità d’eccellenza”.

UN TURISMO NUOVO

In questi mesi siamo davanti ad un nuovo approccio da parte dei turisti che vogliono superare la paura del Covid. Infatti, ad aprile di un anno fa per la vacanza estiva principale il 34% degli intervistati optava per l’affitto di una casa mentre solo il 26% sceglieva un albergo. Oggi è l’esatto contrario: il 31% andrà in una struttura alberghiera e il 21% in case in affitto.

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha affermato:

“Dopo due anni di profonda crisi, il turismo sta tornando ai livelli pre-Covid. Le prospettive per l’estate sono positive anche se guerra, inflazione e caro energia preoccupano ancora fortemente. Per questo, le nuove misure di sostegno sono fondamentali anche per le imprese del turismo che è il settore da cui davvero può ripartire tutto il nostro sistema economico”.

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