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RISK MANAGEMENT E SICUREZZA NEL COMPARTO VITIVINICOLO

GBSAPRI, con la collaborazione di COPAGRI e COPAGRI Marche, ha organizzato una tavola rotonda dedicata al mondo dei produttori di vino, dal titolo: “Vigneti Sicuri – Risk Management e Sicurezza nel comparto vitivinicolo”. L’incontro si è svolto in modalità digitale, il 13 giugno scorso, e ha coinvolto alcuni esperti del settore, per approfondire analisi e gestione dei rischi e i principali temi legati alla sicurezza quantitativa e qualitativa dal punto di vista dei produttori vitivinicoli.

La moderazione piacevole e informale è stata curata da Saula Giusto, sommelier e wine-blogger di romawinexperience.

Sono intervenuti:

Riccardo CotarellaEnologo presidente dell’Union Internationale des Enologues
Andrea PassacantandoResponsabile Progetto B.I.O.CER.T.O. – COPAGRI marche
Ennio ProfetaEsperto Risk Manager – GBSAPRI

IL PANORAMA

Gli ultimi anni segnati prima dalla pandemia ed ora anche dal conflitto in corso in Ucraina, hanno contribuito a modificare in modo drastico molti settori e molte abitudini, e soprattutto hanno contribuito alla progressiva erosione di molte certezze.

Non è un caso che i temi della sicurezza siano tornati al centro delle preoccupazioni di molti imprenditori. Il comparto vitivinicolo – uno dei fiori all’occhiello del made in Italy e uno dei traini dell’economia italiana – rappresenta oggi un settore con grandi potenziali di crescita e ripresa, nel quale tanto si sta già facendo in termini di tecnologie, tecniche, energie etc., e nel quale tanto ancora si può e si deve fare. Queste sono state le premesse che hanno portato alla realizzazione dell’evento.

RICCARDO COTARELLA

Secondo l’illustre enologo, la prima domanda da porsi è: cosa è il vino? Anzi, cosa non è il vino? E la risposta è che il vino NON è una bevanda. Il vino è socialità, elemento aggregante, è un piacere. Per fare del vino ciò che è c’è bisogno di scienza e tecnica, di specialisti che ne curino tutti gli aspetti e tutte le ”fasi” – dalla coltivazione alla commercializzazione, passando per la raccolta la produzione e l’imbottigliamento – con sapienza e lungimiranza.

L’anno nefasto per il mondo vitivinicolo è stato il 1986 con lo “scandalo del metanolo”, da allora tanto è stato fatto e tanto ancora dovrà essere fatto a tutti i livelli in termini di sicurezza, genuinità, trasparenza, e soprattutto di “storytelling”. L’aspetto del racconto del vino, in un mondo pervaso di social e di informazione, deve diventare centrale. Questo, soprattutto perché ormai il consumatore di vino non è casuale ma è consapevole e ha sviluppato una cultura del vino che richiede rispetto.

ANDREA PASSACANTANDO

L’intervento di Andrea Passacantando ha raccontato il progetto B.I.O.CE.R.TO (Blockchain Isotopic Origin, ultrasound & biodiversity fingerprints CERtificazione e Tracciabilità Origine biologica) di COPAGRI – attualmente avviato in via sperimentale nelle marche con l’ottica di estenderne l’utilizzo a livello nazionale. BIOCERTO è una piattaforma software che utilizza la tecnologia blockchain EGGNET in abbinamento alle tecniche isotopie sviluppate dal Dipartimento di Fisica, le analisi ultrasoniche sviluppate dal Dipartimento di Farmacia ed agli indicatori sulla biodiversità dei suoli sviluppati dal Dipartimento di Bioscienze di Unicam, per identificare e tracciare l’origine geografica dei vini autoctoni (in questo caso marchigiani), è incentrato sulla questione della sicurezza qualitativa e sulle applicazioni della tecnologia blockchain pensate ad hoc per tutte le fasi della produzione vitivinicola, nell’ottica di garantire trasparenza, origine e autenticità in modo univoco e certificato.

ENNIO PROFETA

La sicurezza qualitativa così concepita ben si lega ai principi di sicurezza quantitativa che sono stati l’oggetto dell’intervento di Ennio Profeta, esperto risk manager. Dopo una rappresentazione delle principali aree di rischio inerenti le cantine vitivinicole, infatti, Profeta ha ipotizzato alcune delle coperture assicurative necessarie alle aziende operanti in questo comparto, per tutelare tutte le fasi dalla piantumazione alla distribuzione del prodotto finito.

Molte le risposte assicurative possibili per il mondo vitivinicolo e molte le innovazioni introdotte dall’Insuretch – l’insieme di tecnologie e strumenti atti ad aumentare efficacia ed efficienza dei prodotti assicurativi – che in questi anni si sta affermando in modo particolare. Profeta ha infatti accennato alle polizze parametriche, che permettono di coprire rischi basati su parametri prestabiliti e certificati da enti e tecnologie di appoggio (es. fenomeni atmosferici, eventi catastrofali e via dicendo), che potrebbero essere utilizzate per proteggere i raccolti e i prodotti.

Si è poi parlato del rischio cyber, che ormai sta diventando un must per tutte le aziende che trattino e conservino dati in modalità digitale, e della copertura mirata al rischio tampering – contaminazione dolosa del prodotto (sulla scia della recente notizia dell’arresto di un malintenzionate che aveva diffuso nel web minacce di contaminazione di prodotti alimentari con annessa richiesta di pagamento in bitcoin). Quest’ultimo rischio porta con se molti danni potenziali, che vanno dal danno reputazionale a quelli economici dovuti, ad esempio, al ritiro dei prodotti dal mercato.

La tecnologia blockchain risulta un ottimo alleato dell’assicurazione e sicuramente il suo impiego agevolerà molte risposte positive del mondo assicurativo.

IN CONCLUSIONE

Molte le riflessioni aperte dal dibattito, i temi della sicurezza qualitativa e quantitativa, si sono confermati estremamente interconnessi e vitali per la tutela e la protezione di tutte le fasi degli operatori del comparto vitivinicolo. Speriamo che nonostante il momenti storico segnato dal conflitto russo-ucraino, si riescano a porre le basi per la tanto agognata ripartenza con un’occhio attento alle questioni di “sicurezza” e lungimirante verso un futuro di valorizzazione del vino e del made in Italy in generale.

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