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Appuntamento con il bio l’agricoltura biologica del futuro

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APPUNTAMENTO CON IL BIO, L’AGRICOLTURA DEL FUTURO

Nei giorni scorsi a Roma si è tenuto il convegno “Appuntamento con il bio: l’agricoltura biologica del futuro” organizzato da ISMEA e che ha visto la partecipazione del Ministero delle Politiche Agricole, Federbio, AIAB, Assobio, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Italiane, Anabio-Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri.

IL CONTESTO GENERALE

Negli ultimi anni il biologico ha registrato una crescita sempre maggiore sia a livello nazionale che internazionale. Solo negli ultimi 5 anni, infatti, la superficie destinata a coltivazioni bio è arrivata è quasi 15 milioni di ettari con un aumento – in termini di superfici e aziende – del 40%, complice l’aumento dei consumi interni che è cresciuto del 70%.

Non mancano però le preoccupazioni dovute soprattutto in termini di consumo che hanno visto i primi segnali di una perdita nel potere di acquisto delle famiglie italiane aggravata dall’instabilità causata dagli ultimi sconvolgimenti geopolitici.

Bruxelles, con l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi della transizione verde nel comparto agricolo ed arrivare al 2030 con il 25% della SAU europea coltivata a bio, conferma il pacchetto di iniziative “Green Deal”.

IL BIOLOGICO IN ITALIA

Continua a crescere, sia per superficie che per numero di operatori, il biologico italiano. La superficie destinata al bio è infatti aumentata del 4,4% rispetto all’anno precedente raggiungendo, al 31 dicembre 2021, quasi 2,2 milioni di ettari.

AGRICOLTURA BIOLOGICA IN ITALIA: SUPERFICI (ettari) E OPERATORI (numero)
Fonte: Anticipazioni “Bio in cifre 2022”, curato da Ismea e Ciheam Bari

La distribuzione regionale, però, da quanto emerge dalle anticipazioni del Rapporto “Bio in cifre 2022”, non è omogenea. Infatti, oltre il 50% della SAU biologica nazionale si trova in 5 regioni.

  • Sicilia (316.147 ha),
  • Puglia (286.808 ha),
  • Toscana (225.295 ha),
  • Calabria (197.165 ha)
  • Emilia-Romagna (183.578 ha).

Pur mantenendo il primato, la Sicilia, registra un calo del 17,4% degli ettari dedicati al biologico. Crescono, invece, regioni come Campania (+55%), Toscana (+25%) e Friuli-Venezia Giulia (+23%).

A mantenere una crescita costante nonostante il periodo pandemico, è anche il numero degli operatori con certificazione biologica: oltre il 5% rispetto al 2020 per un totale di 86.144 produttori, preparatori e importatori biologici.

DISTRIBUZIONE REGIONALE DEGLI OPERATORI BIOLOGICI PER CATEGORIA - 2021
LA DOMANDA DI PRODOTTI BIO

Il 2021 ha segnato per la prima volta negli ultimi anni una perdita sui consumi dei prodotti biologici rispetto all’anno precedente. Ed il quadro non sembra migliorare.

I primi dati del 2022, infatti, non fanno ben sperare: “L’analisi del mercato ferma a maggio 2022 e limitata alla grande distribuzione, evidenzia un’ulteriore contrazione delle vendite sia rispetto ai primi cinque mesi dello scorso anno (-1,9%) che al 2020 (-1,1%)“.

L’aumento dei prezzi dovuta al rincaro delle materie prime che contrisce negativamente a questa situazione e rappresenta uno dei primi fatturi da superare per poter ampliare la distribuzione di prodotti bio.

Ma non solo. Dalle anticipazioni di “Bio in cifre 2022”, a limitare l’acquisto di prodotti biologici è anche la convinzione che l’etichetta “bio” non differisca poi così tanto né per caratteristiche che per modalità di produzione dall’agricoltura convenzionale. Per ovviare a questo problema, però, basterebbe creare una campagna di informazione mirata che possa far luce su ciò che rappresenta il bio in modo da poter far avvicinare al comparto anche queste categorie di clienti.

ALCUNE DICHIARAZIONI

Alcune dichiarazioni dei partecipanti al convegno “Appuntamento con il bio: l’agricoltura biologica del futuro”.

Francesco Battistoni, sottosegretario al Mipaaf:

“L’Italia conferma e rafforza il proprio impegno sul biologico, stanziando fondi per la programmazione 2023-2027 della Nuova Pac, per oltre 2 miliardi di euro.

Ciò, rappresenta un segno tangibile di quanto l’Italia creda nell’agricoltura biologica e di come gli interventi messi in atto, a partire dall’approvazione della legge sul biologico fino al Piano d’Azione Nazionale, rientrino in un quadro organico e complessivo finalizzati alla crescita del settore.

[…] Confido che nel 2025 potremmo raggiungere l’obiettivo del 20% di SAU nazionale a coltivazione biologica e arrivare alla soglia del 25% nel 2027, anticipando di 3 anni gli obiettivi contenuti nel Green Deal europeo”.

Angelo Frascarelli, Presidente di ISMEA:

“Rileviamo quattro dati importanti. Da una parte continuano a crescere la superficie e gli operatori bio con l’esplosione nel 2021 del settore vitivinicolo dall’altra l’incidenza sugli acquisti alimentari delle famiglie resta stabile al 3,9%. Lo sviluppo dell’agricoltura biologica è considerato tra i principali driver della transizione verde e la politica italiana ha deciso di aumentare il sostegno al bio, con un incremento di risorse di 720 milioni di euro nei prossimi 4 anni. In sintesi, cresce l’offerta e il ruolo politico-ambientale del bio, ma non cresce il consumo e il valore del mercato. Molte luci e qualche ombra: è necessaria una valutazione del ruolo del bio nella specificità italiana“.

L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA COPAGRI FRANCO VERRASCINA

Il presidente della Copagri Franco Verrascina nel suo intervento al convegno “Appuntamento con il bio: l’agricoltura biologica del futuro” sottolinea come “la transizione ecologica avviata con il Green Deal Europeo, in linea con le azioni già intraprese dall’Europa con la Farm to Fork e al Piano d’azione per l’agricoltura biologica dell’UE, evidenziano chiaramente la necessità di continuare a investire per la crescita del biologico“.

Per farlo, secondo Verrascina, occorre puntare su elementi strategici “che tengano in debita considerazione un contesto economico in costante mutamento, legato alle oscillazioni dei mercati, ai rincari record fatti registrare dai costi di produzione e dalle tariffe energetiche e a fattori ancora più imprevedibili, quali la pandemia o il conflitto sul versante comunitario orientale”.

Il comparto bio, per il presidente della Copagri, cresce spedito grazie al grande lavoro svolto dai produttori agricoli e al favore dei consumatori e questi dati ne rafforzano sempre più la rilevanza.

INVESTIRE SU RICERCA E INNOVAZIONE

Il bio nel 2021 si è attestato su quasi 2,2 milioni di ettari, facendo registrare circa 4 miliardi di euro di fatturato, in aumento dell’11% su base annua” per questo è importante “continuare a lavorare per sostenere la crescita del settore, puntando in particolare su interventi che possano far andare di pari passo l’aumento della produzione con il trend dei consumi”.

È quindi fondamentale puntare e investire sulla ricerca e sull’innovazione e intervenire per snellire la burocrazia e ridurre gli oneri amministrativi a carico delle aziende.

E conclude:

“Una spinta in tale direzione, oltre che dalla concertazione con il Mipaaf e con la filiera, potrà arrivare dai positivi e condivisibili contenuti della legge sul biologico; imprescindibile sarà poi la messa a punto del tanto atteso Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica-PNAB, che il Mipaaf si è impegnato a varare entro il 2022, e l’individuazione di interventi strutturali che vadano ad abbattere i costi di produzione, anche ragionando su interventi di fiscalità ambientale per gli operatori bio”.

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