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BIKECONOMY, TUTTI I NUMERI DELLA BICICLETTA

Il settore della bicicletta ha raggiunto il valore di 500 miliardi e sarà tra i protagonisti del Recovery Plan con 32 miliardi destinati alla mobilità sostenibile.

La bicicletta vive un momento di grande rivalutazione storica che si potrebbe concretizzare nel 2021. A seguito della pandemia, è nata una nuova percezione di questo mezzo nel nostro Paese: non più un “giocattolo” dedicato allo svago ma un concreto strumento di trasporto in grado di portare benessere e di valorizzare il territorio attraverso la creazione di nuove economie.

L’OSSERVATORIO DELLA BIKE ECONOMY E L’OSSERVATORIO SUL CICLOTURISMO

Tra gli strumenti più innovativi di questo periodo abbiamo l’Osservatorio della Bike Economy e l’Osservatorio sul Cicloturismo. Entrambi sono nati per conoscere e seguire attentamente gli sviluppi del “settore bicicletta”.

L’Osservatorio della Bike Economy è un’associazione recentemente rinnovata con nuove competenze ed esperienze. Il suo obiettivo principale è quello di fornire consulenza e supportare politica e pubbliche amministrazioni per concretizzare nuove attività legate al mondo della bicicletta.

L’Osservatorio sul Cicloturismo ha rappresentanti di Isnart, Legambiente, Enit, Invitalia e dell’Osservatorio Bikeconomy. Nasce con l’intento di incentivare lo sviluppo del comparto bici per la mobilità sostenibile e la rivoluzione verde.

BICI E SALUTE

La bici è un mezzo molto sostenibile e anche molto “healthy”. Lucas Harms, Director of the Dutch Cycling Embassy, e Gianluca Santilli, Presidente dell’Osservatorio, hanno firmato un protocollo d’intesa finalizzato al trasferimento di conoscenze tra l’Italia e i Paesi Bassi.

L’obiettivo è incrementare l’uso di questo mezzo nelle città italiane usando al meglio le conoscenze del popolo olandese che oggi vive la bicicletta in totale naturalezza. Ma non è sempre stato così.

Dutch Cycling Embassy è nata per condividere conoscenze e competenze della bici con le città di tutto il mondo così da diffondere i vantaggi di questo strumento.

La bicicletta è veloce, sostenibile, salutare, garantisce una certa libertà ed è coerente con le linee dell’Agenda 2030.

CICLOTURISMO

Durante la fiera virtuale italiana sulla sostenibilità GECO, è stato evidenziato come questo sia un momento estremamente importante. Quella della bicicletta sta acquistando la dimensione di una grande industria e si rende necessaria una vera e propria evoluzione culturale sia a livello istituzionale che privato.

La bicicletta ha una storia “produttiva” tipicamente italiana, fatta di qualità e di molti elementi straordinari interconnessi tra loro, in grado di generare nuovi valori e una nuova economia.

Il 2020, forse anche a causa delle restrizioni della pandemia, è stato l’anno in cui molte persone hanno scelto la bicicletta anche in vacanza. Il cicloturismo ha subito un picco: più 17% del totale turistico.

NUOVE POSSIBILITÀ

Si delinea, quindi, una nuova macro-nicchia economica in cui bisogna intervenire tempestivamente, potenziare l’infrastruttura e dare le giuste risposte alle domande di mercato. Uno dei motori propulsori di questo cambiamento potrebbe essere proprio il turismo, duramente colpito dal Covid-19.

Per poter rispondere concretamente alle sfide dei prossimi mesi, è importante creare nuove competenze che possono generare diversi profili lavorativi, investimenti e altri settori di business.

La realizzazione di nuovi percorsi ciclabili, in grado di riqualificare strade attualmente non in uso attraverso investimenti non troppo onerosi, potrebbe generare una nuova offerta attraverso la richiesta di nuovi servizi e attrezzature.

La costruzione di nuovi itinerari e la razionalizzazione di quelli esistenti porterebbe ad una rete di servizi, borghi e paesi in grado di rafforzare i territori e il turismo.

Basti pensare, ad esempio, al cantiere della ciclabile tra Jesolo e Cavallino-Treporti, che risulterà una delle piste più belle e lunghe d’Europa, costruita a sbalzo sulla laguna.

Possiamo immaginare, inoltre, che molte infrastrutture che servono il turismo possono essere funzionali anche alla normale mobilità delle città. Del resto già a ridosso del lockdown abbiamo assistito al fenomeno delle piste ciclabili pop-up in tutta Europa con circa 2300 km di piste realizzate, di cui 193 km in Italia.

L’infrastruttura ciclabile può essere usata da tutti con percorsi più turistici e altri più funzionali. I percorsi cicloturistici possono contribuire a ridisegnare il Paese.

Una grande opportunità per il turismo di intercettare nuovi flussi, per ogni tipo di vacanza a partire da quelle definite “di prossimità”. Un lavoro importante che, se condotto in modo sinergico, può generare nuovi indotti (diretti e indiretti), rinnovare le città che abitiamo e il nostro stile di vita.

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