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LIFE4HUB

Sanità

BIOTECH: DAL PIANO OPERATIVO SALUTE 3,4 MILIONI PER LIFE4HUB

LIFE4HUB (Living Innovative Fully Engineered for HUman Bioreplacement), così si chiamerà uno dei punti di riferimento principali a livello nazionale ed europeo per le Scienze della vita, la medicina rigenerativa e l’ingegneria tissutale. Nella sua prima fase di costituzione non avrà un’unica sede fisica, ma funzionerà in modo decentralizzato grazie a una rete di infrastrutture e competenze distribuite nei laboratori delle istituzioni partner, fra Trento, Rovereto e Padova, che potranno poi convergere con il tempo in un hub completamente autonomo.

A dettare l’avvio ufficiale del progetto è il finanziamento da parte del Ministero della Salute che ha stanziato quasi 3,4 milioni di euro nell’ambito delle azioni previste dal Piano Operativo Salute (POS), piano per la programmazione strategica e operativa in ambito di ricerca sanitaria nazionale. La classifica dei progetti selezionati su base competitiva è stata pubblicata nei giorni scorsi nell’ambito del POS – Traiettoria 4 dedicata a “Biotecnologia, bioinformatica e sviluppo farmaceutico”.

L’hub permetterà di fornire risposte diagnostiche e terapeutiche valide, altamente performanti e biocompatibili, utili sia per operatori sanitari, sia direttamente per la popolazione. Quattro le direzioni di lavoro, in linea con quanto richiesto dalla Traiettoria 4 del POS per dare vita a progetti pilota da estendere su vasta scala e affermarsi come best practice italiane nel settore della medicina rigenerativa: ingegnerizzazione di supporti ibridi ad elevata biocompatibilità; bioprinting tridimensionale per la creazione di biobanche e dispositivi impiantabili; creazione di organoidi per screening farmacologici; ricondizionamento di organi da trapianto.

LIFE4HUB, CONNETTERE FUNZIONI E COMPETENZE

Obiettivo principale di LIFE4HUB è quello di mettere in connessione funzioni e competenze già presenti nei laboratori dei vari partner creando un sistema di condivisione dei risultati e delle risorse, premessa indispensabile per la creazione di una filiera dalla ricerca pre-clinica, alla clinica, al mondo industriale. LIFE4HUB sarà un centro anche fisico, una volta che sarà completato l’attrezzatura dei laboratori al momento mancanti che permetteranno di chiudere la filiera di ricerca, rendendo l’Hub completamente autonomo.

Lavorare insieme in un Hub presenta tanti vantaggi. Permette di mettere insieme i dati clinici e monitorare l’utilizzo delle nuove terapie. Accedere al feedback da parte di pazienti e del personale medico e chirurgo. Ma soprattutto permette di dialogare con partner che si occupano di diverse aree della ricerca, elemento che permette una pianificazione più dettagliata delle fasi di sviluppo della terapia, dei suoi costi e dell’applicabilità in campo clinico. Il progetto dell’hub prevede anche di offrire a giovani ricercatori e ricercatrici o a studenti e studentesse di contribuire allo sviluppo applicativo della ricerca grazie alla costituzione di start-up biomedicali in un ambiente che offre servizi dedicati.

Varie le attività nel settore biomedicale e farmaceutico che si svolgono già nei laboratori e che nell’hub saranno messe in rete: caratterizzazione chimico-fisica biologica, tecnologia di sviluppo di bioinks per il 3D Bioprinting, modelli in silico per la progettazione e scienze omiche. Sono comprese anche attività che riguardano la medicina rigenerativa, come la decellularizzazione, la stampa 3D di costrutti biologici, la creazione di organoidi per analisi farmacologiche e farmacodinamiche.

I PARTNER DEL PROGETTO

A coordinare il progetto e a tenere i rapporti con il Ministero della Salute è l’Università di Trento che partecipa con quattro dei suoi dipartimenti: Ingegneria industriale (Centro per le Tecnologie Biomediche – Biotech), Biologia cellulare, computazionale e integrata (Cibio), Ingegneria civile, ambientale e meccanica (Dicam). L’ateneo contribuirà alle attività del Hub attraverso specifiche competenze ed eccellenze nei campi della bioingegneria dei tessuti, della biomedicina e dei biomateriali sviluppando tecnologie e soluzioni innovative da portare verso lo sviluppo clinico.

Partecipano all’Hub anche partner istituzionali, accademici e imprenditoriali del territorio e su scala nazionale, ognuno con specifiche funzioni e caratteristiche.
Per quanto riguarda le collaborazioni sul territorio trentino, si rafforza il legame già in essere su questi temi con la Provincia autonoma di Trento anche attraverso i progetti di innovazione d’impresa e gli spazi di incubazione a Progetto Manifattura di Trentino Sviluppo e con Hub Innovazione Trentino (HIT) che parteciperà al progetto come osservatore supportando il trasferimento tecnologico e l’incubazione di impresa. Con il Comune di Rovereto, l’Ateneo ha già attivo un protocollo d’intesa che prevede il supporto ad attività di ricerca di interesse locale.

Tra le varie linee di collaborazione, riveste particolare importanza il progetto già attivo con il dipartimento di Ingegneria industriale per avviare la produzione di seta per uso medicale (medical-grade) nel territorio comunale. I laboratori della Prom Facility e gli spazi di incubazione di Trentino sviluppo sul territorio comunale di Rovereto potranno infatti ospitare una collocazione del ramo trentino dell’hub. Il Comune di Rovereto parteciperà al progetto mettendo anche a disposizione spazi per riunioni, congressi e workshop organizzati dal consorzio e per incontri con il settore industriale, ospedaliero di ricerca promossi anche dalla stessa amministrazione comunale.

L’Azienda Ospedale-Università di Padova (AOUPD), grazie all’esperienza avviata nel 2018 da Gino Gerosa, professore ordinario e direttore dell’UOC di Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedale-Università di Padova con il progetto LifeLab (https://www.LifeLabveneto.com/), potrà continuare in LIFE4HUB lo sviluppo delle competenze nell’ambito della medicina rigenerativa e dell’ingegneria tissutale che stanno avendo un importante impatto. Il prof. Gerosa, ideatore e P.I. del nuovo progetto LIFE4HUB, continuerà inoltre lo sviluppo delle tecniche per la rigenerazione degli organi che stanno già riscuotendo ampio successo.

Il Consorzio interuniversitario per lo Sviluppo di sistemi a grande interfase (CGSI) di Firenze, che collabora già per l’implementazione di alcune componenti di alcune parti del progetto LifeLab, metterà a disposizione le sue competenze nella lipidomica e nella promozione e coordinamento di attività scientifiche dedicata alla ricerca di base e allo sviluppo di nuovi processi ad alta tecnologia nel campo dei sistemi a grande interfase.

Lo Stato Maggiore della Difesa è parte dell’Hub proponente grazie alla dotazione per il progetto di uno spazio fisico da circa mille metri quadrati presso l’Ospedale militare di Padova. Vi verrà realizzato un polo scientifico dove potranno essere condotte le attività di ricerca principali che afferiscono all’Azienda Ospedale-Università di Padova. La scelta di rivalorizzare le attività sanitarie del nosocomio e di metterlo a disposizione della ricerca, nasce dalla volontà di dare risposta a varie problematiche di tipo sanitario, traumatiche e rigenerative proprie dell’ambiente militare e civile come mutilazioni, lesioni dell’apparato muscolare e del sistema nervoso e, infine, lesioni che richiedono la rigenerazione della cute.

Come “soggetti terzi” che co-finanziano il progetto, saranno coinvolti anche la Fondazione Banca dei Tessuti di Treviso Onlus e la Fondazione IRCSS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia). I due centri parteciperanno, invece, con la loro esperienza nella produzione di cellule staminali, biomateriali e colture organoidi. La Fondazione Banca del Tessuti di Treviso promuove attività di ricerca scientifica e assistenza sanitaria nel campo della medicina del prelievo e del trapianto. Mentre la Casa Sollievo della Sofferenza è un ospedale ad elevata specializzazione, riconosciuto come IRCCS per le malattie genetiche, le terapie innovative e la medicina rigenerativa. La struttura ospita, tra i laboratori ad altissimo contenuto tecnologico, una cell factory e un laboratorio per la produzione di biofarmaci per uso clinico.

Fonte: Università di Trento

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