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Jago rinascimento contemporaneo

Storie

JAGO UN ARTISTA SOCIALE

Proprio mentre l’arte contemporanea sembrava parlare linguaggi sempre più criptici, allontanandosi dal quotidiano “sentire” delle persone comuni, ecco che ci imbattiamo in Jago, un artista sociale del “Rinascimento Contemporaneo”.

I paradigmi quotidiani sono stati sufficientemente sconvolti dalla pandemia e dalla conseguente crisi che ha minato le poche certezze che regolavano le nostre vite. Mai come ora abbiamo bisogno di un’arte comprensibile, di opere in cui riconoscerci e da cui poter trarre ispirazioni, e quella di Jago parla delle e alle persone.

Per questo, lungi dal voler fare un articolo di “critica artistica”, che non sarebbe né nelle corde del nostro giornale, né, probabilmente, nelle nostre abilità, abbiamo voluto dedicargli qualche riflessione.

IL VALORE DELLA QUOTIDIANITÀ: ESSERE SOCIAL ARTIST

Dopo averlo contattato via social abbiamo potuto scambiare quattro chiacchiere direttamente con lui e ci è bastato poco per capire che tanta profondità, tanto genio e tanta bellezza convivono in un giovane uomo che vive il suo lavoro come una cosa ordinaria. La prima cosa che ci ha raccontato della sua quotidianità è che per non perdere tempo per la “pausa pranzo”, la mattina prima di andare a lavorare nel suo studio, si cucina qualcosa da portare. Un aneddoto normale, che ci ha confermato una profonda semplicità d’animo.

Questa semplicità poggia su basi molto solide e chiare: Jago è un artista-imprenditore che ha saputo sviluppare la sua arte parallelamente alla comunicazione. La sua vita lavorativa viene ripresa e condivisa pubblicamente attraverso i canali social, come se tutti potessero in qualche modo essere spettatori e partecipi degli atti creativi. Con questa modalità operativa si è conquistato l’appellativo di “social Artist”.

Comunicare serve per veicolare contenuti. Chi rinuncia alla libertà di comunicare direttamente, rinuncia ad esprimersi con il proprio linguaggio.

L’artista deve essere imprenditore, creare ricchezza e condividerla contribuendo alla vita di un’economia circolare.

Quella “Social” è una dimensione virtuale in cui le persone scelgono di dedicare tempo alle cose che vedono. Gli influencer e i social artist hanno e devono avere molta responsabilità nella creazione dei contenuti che veicolano.

Un tema notevole, quello della responsabilità dei contenuti, che troppo spesso sembra sfuggire nel magma liquido della realtà virtuale.

BAMBINI DENTRO

Nonostante i recenti provvedimenti governativi volti al contenimento dell’emergenza sanitaria l’abbiano relegata ad “attività non indispensabile alla sopravvivenza”, l’arte ha una sua funzione pubblica fondamentale e significati sociali imprescindibili. Proprio in questo periodo, Jago ha realizzato “Look-down”, l’ormai celebre neonato incatenato comparso all’improvviso in piazza del Plebiscito (NA).

Neonati e bambini sono soggetti che ritroviamo spesso nelle sue sculture:

I bambini sono tutto e il contrario di tutto in potenza. Bisogna conservare in se stessi la curiosità, la creatività e la voglia di sporcarsi le mani, della “modalità bambino

Proprio ora che siamo ancora impantanati nella crisi sanitaria e guardando al futuro stentiamo ad intuire la strada sicura per la “ripartenza”, questa riflessione ci sembra illuminante. Parliamo da mesi di resilienza, flessibilità ai cambiamenti e via dicendo, e forse “il punto” da cui ri-partire dovremmo essere proprio noi stessi. Avere “Memoria di sè”: riscoprire il nostro passato e il nostro bambino interiore potrebbe fornirci bussola, motore e timone per muoverci verso il futuro.

Memoria di sé
NAPOLI, LO STUDIO SACRO E LA PIETA’

Jago ha trascorso gli ultimi anni a New York, al suo rientro in Italia, un anno fa si è stabilito a Napoli.

Napoli è “successa” un anno fa. A New York mi è capitato di lavorare in luoghi più o meno bruttissimi tra cui depositi di ricambi per auto, poi, rientrato in Italia insieme al “Figlio Velato”, ho avuto l’opportunità, anche grazie ai miei interlocutori, tra cui Padre Antonio Loffredo e la Fondazione San Gennaro, di stabilire il mio studio nella chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi

Una scelta molto particolare anche questa: uno studio nel quartiere Sanità, all’interno di un luogo sacro, e nello stesso tempo un luogo di tutti e per tutti. Proprio qui, sempre in modalità live (e social) sta prendendo forma la sua prossima opera monumentale che scardina l’iconografia classica proponendo una versione di “Pietà” declinata al maschile.

Il figlio velato
ARTE E PERSONE

Che abbiano sempre il coraggio di essere attori ed interpreti del proprio tempo, che sappiano creare elaborare e restituire ai loro contemporanei opere significative ed ispiratrici, che sappiano essere portavoce sociali, che abbiano il coraggio di osare tralasciando le esasperazioni forzate: questo è quanto possiamo chiedere ai nostri artisti, e questo è quello per cui oggi possiamo sicuramente ringraziare Jago.

Habemus Hominem & Jago

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