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PESCARE ALGHE PER SALVARE VONGOLE

È di questi giorni la notizia che nel ferrarese in una delle lagune salmastre del Po, i produttori locali di vongole si sono improvvisati “raccoglitori di alghe” per salvaguardare le loro imprese che si fondano sulla pesca delle vongole.

È allerta in diverse zone d’Italia come nelle varie lagune venete (Laguna di Venezia, Marinetta, Scardovari e Porto Viro), ma anche in quella di Orbetello. In questa zona le temperature troppo elevate, la siccità e i venti contrari impediscono la risalita delle acque e stanno provocando lo stesso pericolo di anossia con la morte dei pesci più piccoli. Analoga condizione si presenta in alcune lagune sarde nelle quali la forte presenza di alghe che, per loro consistenza aderiscono alle reti ed agli altri strumenti di pesca appesantendoli, impedisce di fatto di pescare. Grido d’allarme anche per il pescatori del lago Trasimeno.

UNA PROLIFERAZIONE CHE “TOGLIE IL FIATO”

Lo scenario, che potrebbe riportare alla mente immagini di un verismo contemporaneo in pieno stile “I Malavoglia 4.0”, si è concretizzato a causa dell’estrema siccità degli ultimi tempi, che ha provocato una proliferazione eccezionale di alghe, tale da mettere a rischio la sopravvivenza di vongole cozze, ostriche e piccoli pesci. In particolare la salinità dell’acqua nel ferrarese, ad esempio, è passata dal 22 al 30 permille, avvicinandosi molto a quella del mare.

Le alghe finiscono così per asfissiare le vongole e le altre forme di vita lagunari e marittime. Così ogni mattina i pescatori locali escono all’alba con le loro imbarcazione e, muniti di rastrello, raccolgono manualmente centinaia di chili di alghe.

Le alghe vengono stipate in un container in mare per essere poi smaltite ogni 2-3 giorni con l’aiuto di un escavatore.

SMALTITE, abbiamo capito bene! Sembrerebbe infatti che l’iper-salinità di questi materiali algali non consente di trasformare questi “rifiuti” in biogas…E ALLORA ci chiediamo: con tutta la gamma di possibilità di utilizzo delle alghe, è davvero possibile che centinaia di chili di queste, peraltro recuperato con grande fatica, debbano avere come unico scopo lo smaltimento?

I MILLE USI DELLE ALGHE

Oltre ad aìessere impiegate in moltissimi settori: dal medico-farmaceutico al cosmetico, al’industriale al culinario all’arredamento etc., le alghe sembrano essere diventate una delle risorse più promettenti tra le fonti di energia di ultima generazione.

Le alghe sono la risorsa più promettente tra i biocarburanti di nuova generazione. Secondo un recente rapporto della Sbi Energy, entro il 2015 il valore del mercato del combustibile prodotto con le alghe passerà dai 271 milioni di dollari del 2010 a 1,6 miliardi, con un tasso di crescita del 43%.

Speriamo che quest’emergenza possa riuscire a creare risorse invece che altri rifiuti da smaltire come sembra succedere in questi “primi” giorni.

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