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Lavoro, Ricorrenze

SALUTE E LAVORO

Dal 2003, l’Organizzazione internazionale del lavoro ha stabilito che il 28 aprile è la Giornata Mondiale della Sicurezza e della Salute sul Lavoro.

La sicurezza sul lavoro non è solo un dovere da rispettare ma è anche un investimento per le aziende in quanto genera un reale vantaggio a livello sia economico che etico. Così come per altre problematiche, anche per la sicurezza sul lavoro la chiave del successo sta nella prevenzione che è possibile quando abbiamo partecipazione e condivisione di tutti i soggetti coinvolti.

È fondamentale rilevare dati significativi sugli incidenti, avviare i giusti corsi di formazione e informazione, sensibilizzare tutti i lavoratori sulle problematiche specifiche che il proprio lavoro include. Per ogni azienda è fondamentale aggiornare costantemente le proprie iniziative per una migliore promozione della cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e, in alcuni casi, è indispensabile coinvolgere anche le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria.

LA VII CONSILIATURA

A metà aprile sono state presentate e approvate all’unanimità le Linee di mandato della VII Consiliatura. In questo strategico documento sono individuate le direttrici verso le quali l’Inail dovrà operare nel prossimo quadriennio alla luce della situazione attuale che appare caratterizzata da quattro gravi fenomeni:

  • gli strascichi derivanti dalla pandemia;
  • la guerra in Ucraina;
  • gli alti livelli di inflazione;
  • l’attuale situazione energetica.

Le sfide attuali ci impongono l’adozione di un modello di protezione molto articolato e innovativo in grado di mettere al centro la persona. Nel futuro bisognerà investire in una corretta valutazione di tutti i rischi lavorativi, la giusta distribuzione di obblighi, compiti e mansioni e un aggiornamento continuo e attento verso gli strumenti tecnologici e le attrezzature più innovative in grado di garantire salute e sicurezza.

Il presidente del Civ, Guglielmo Loy ha dichiarato:

“Per consentire all’Istituto di affrontare uno scenario di tale complessità vi è la necessità di un effettivo e tempestivo trasferimento tecnologico alla produzione e di adeguati studi sui fenomeni emergenti, sulla mobilità e l’organizzazione del lavoro, sugli effetti di un’attività sempre più diffusa di lavoro da remoto, che obbliga ad anticipare e gestire il cambiamento per conseguire obiettivi di sviluppo sostenibili, migliorando la prevenzione e le condizioni di lavoro, sempre con l’obiettivo di ridurre o, meglio, eliminare del tutto infortuni sul lavoro e malattie professionali”.

UN BOLLETTINO ROSA

Uno scenario piuttosto inquietante è emerso dall’ultimo Dossier 2023 pubblicato dall’Inail in merito alla sicurezza sul lavoro per le donne. Per far emergere un quadro completo sulla situazione infortunistica femminile, la Consulenza statistico attuariale dell’Istituto ha analizzato i dati mensili ancora provvisori del biennio 2021-2022 e quelli annuali consolidati del quinquennio 2017-2021.

Tra i dati presenti nel dossier, ad esempio, osserviamo che le lavoratrici vittime di aggressioni e violenze sono circa il 3% di tutti gli infortuni femminili avvenuti in occasione del lavoro e riconosciuti dall’Inail. Tra le lavoratrici oltre il 60% svolge professioni sanitarie e assistenziali. Altre figure femminili più esposte a questo genere di infortuni sono:

  • insegnanti e specialiste dell’educazione e della formazione;
  • impiegate postali;
  • personale di pulizia;
  • addette ai servizi di vigilanza e custodia;
  • addette alle vendite e alla ristorazione.

In merito alle malattie professionali, le lavoratrici nel 2021 hanno denunciato 14.878 casi, 2.817 in più rispetto all’anno precedente (+23,4%). Tra le patologie prevalenti abbiamo quelle del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo che insieme a quelle del sistema nervoso raggiungono l’82% del totale delle denunce.

Per quanto riguarda i disturbi psichici, nel 2021, sono stati denunciati in misura simile da entrambi i sessi (191 casi per il genere femminile e 215 per quello maschile). Prevalgono i disturbi nevrotici da stress lavoro-correlato, ad esempio per mobbing (l’82% per le donne e il 76% per gli uomini).

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