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TELEMEDICINA: VANTAGGI E RISCHI

UNA NUOVA VIA PER UN’ASSISTENZA SANITARIA PRONTA ED EFFICACE

Si è svolto a Roma sabato scorso un convegno organizzato a livello nazionale da ARTEMISIA, con il contributo incondizionato di GBSAPRI, sul tema della “Medicina della persona nel III Millennio”. Tra i numerosi ed interessanti argomenti non poteva mancare quello della Telemedicina; la relazione è stata improntata soprattutto sui Vantaggi e sui Rischi potenziali rinvenienti da questa nuova modalità sanitaria.

UN’ERA DI PASSAGGIO

Effettivamente stiamo vivendo un’era di passaggio, caratterizzata da una evidente crisi del sistema. Il Servizio sanitario nazionale, dopo lo tsunami del Covid, oggi si trova palesemente in una situazione nella quale non è capace di rispondere adeguatamente alla domanda di salute che i cittadini le pongono. La carenza degli organici, la riduzione del budget sanitario nazionale, il sopravanzare della Sanità privata in molte regioni, coniugati alla crescita della richiesta collettiva di Salute per motivi anagrafici e socio/culturali, sono le cause prime di questa situazione. Essa riguarda in primo luogo le attività di prevenzione, la diagnostica, il monitoraggio dei malati cronici e la emergenza.

La Telemedicina, nel periodo Covid, ha giocato un ottimo – sia pur limitato – ruolo in una situazione ove il “distanziamento” non aveva consentito di prestare l’assistenza tramite le metodologie tradizionali. È tempo ora di introdurre, di infiltrare, la Telemedicina in ogni processo sanitario affinché la Assistenza ne risulti ottimizzata. Le aree potenziali del suo utilizzo sono pressoché infinite: dalla visita al consulto, alla consulenza, alla assistenza ed al monitoraggio pre e post ospedaliero, al triage, agli interventi di emergenza, alla riabilitazione e per ultimo alla chirurgia. Tutte attività che possono superare la barriera fisica della “distanza geografica tra sanitario e paziente”.

UNA PRATICA NON PROPRIO GIOVANE

In effetti la Telemedicina non è una pratica molto giovane! Già negli anni ’60 dello scorso secolo la NASA la aveva adottata per la trasmissione dei parametri vitali dei propri astronauti. Da quel tempo, soprattutto nel nostro paese, niente – o poco – si è fatto per la “medicina a distanza”. Poco abbiamo visto dopo la emanazione delle Linee Guida ministeriali del 2014. La nostra genetica carenza progettuale (diamo il meglio di noi soltanto quando abbiamo l’acqua alla gola!), coniugata con la inadeguatezza della tecnologia e soprattutto con la resistenza al cambiamento per la pretesa assenza del virtuoso rapporto fisico/empatico tra sanitario e paziente, non ha consentito fino ad oggi l’utilizzo della Telemedicina.

MOLTI PROGETTI

Oggi lo scenario sembra essere mutato. Molti sono i progetti. Una recente indagine ha mostrato che almeno 300 progetti di Telemedicina sono stati oggi attuati in quasi tutte le Regioni, soprattutto nella cardiologia, per i pazienti cronici in attività di monitoraggio, di consulto e di refertazione. a distanza. Intanto i rappresentanti delle società scientifiche, denunciando la crisi del sistema, auspicano la adozione massiva di questa nuova tecnologia. Contemporaneamente il presidente nazionale degli ordini dei Medici nel contesto dei lavori per l’aggiornamento del Codice Deontologico esprime la esigenza che questo prenda in considerazione anche gli aspetti rinvenienti dall’utilizzo delle nuove tecnologie fino a quella della intelligenza artificiale.

La Politica si è quindi resa conto della situazione, inserendo nel PNRR progetti finalizzati a normalizzare il sistema delle cure sanitarie, compreso quello della Telemedicina. Negli scorsi giorni il Ministro della Salute ha riconfermato l’attuazione del progetto della Piattaforma Nazionale della Telemedicina indicando la via della cooperazione tra Pubblico e Privato.

VANTAGGI

Certamente la Telemedicina dovrà acquisire un ruolo essenziale in quanto fortemente complementare a quello della medicina tradizionale. Essa potrà infatti procurare una serie di vantaggi capaci di modificare la qualità, la percezione comune e la economicità della assistenza sanitaria.

Pensate soltanto alla tempestività dei trattamenti sanitari, alla riduzione delle barriere geografiche e temporali, alla conseguente riduzione delle diseguaglianze dipendente dalla posizione geografica dei cittadini, alla benefica continuazione delle cure e del monitoraggio domiciliare.

Considerate il forte contenimento dei costi che potrebbe liberare risorse finanziarie da destinare ad ulteriori evoluzioni tecnologiche.

Riflettete sull’effetto benefico che la necessaria partecipazione attiva del paziente genererà verso il conseguimento di una “effettiva alleanza terapeutica tra cittadino e sanitario.

Ma non possiamo trascurare il fatto che la Telemedicina – come sappiamo – costituisce una modalità di erogazione di servizi sanitari tramite il ricorso a tecnologie informatiche e telematiche.

Questa sua peculiarità comporta l’esigenza di un nuovo e differente approccio della Gestione del Rischio nella Telemedicina.

UN NUOVO APPROCCIO

Essa è infatti un VEICOLO che deve muoversi su binari certificati e sicuri. Le esigenze di sicurezza riguardano principalmente la adeguatezza dei sistemi informatici e telematici utilizzati, la piena fedeltà nella trasmissione delle informazioni – soprattutto delle immagini – la formazione professionale tecnologica dei sanitari, l’addestramento tecnologico dei pazienti. Sarà quindi vitale la emanazione di Linee Guida da applicare ai processi di Telemedicina in osservanza di quanto per altro prescritto dalla legge 24/17.

Il Risk Management Clinico dovrà tener conto di questo nuova modalità innovativa, in primo luogo, collaborando con il Manager della Qualità nella creazione di un sistema di Procedure da adottare nel rispetto della “Sicurezza delle cure” e quindi vigilando circa la loro effettiva applicazione. L’area di intervento del Risk Manager, sicuramente affiancato dal Dirigente IT, riguarderà la presenza di una adeguata certificazione delle tecnologie utilizzate, la manutenzione, la cyber sicurezza, il consenso informato, la effettiva preparazione professionale degli addetti di tutta la filiera della telemedicina e la cooperazione tecnologicamente consapevole del paziente.

QUESTIONE DI CERTIFICAZIONE

Si sta quindi inaugurando una nuova era nella quale confluiranno l’impegno e la responsabilità di “attori diversi”: la struttura, il fornitore ed il manutentore delle tecnologie, gli operatori sanitari e, non ultimo, lo stesso paziente.

La creazione e il costante monitoraggio di un sistema, centrale e periferico, sicuro e certificato costituirà la condizione essenziale per il decollo ed il consolidamento della Telemedicina nel nostro Paese. Non c’è alcuna alternativa. Non si tratta infatti di una inadeguata trasmissione in streaming di un evento sportivo il cui danno può essere compensato tramite il rimborso di un canone! Qui stiamo parlando della Salute dei cittadini, di un Bene Fondamentale riconosciuto dalla nostra Carta Costituzionale, di un indicatore del progresso sociale di un Paese che si fonda soprattutto sulla sicurezza.

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