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Scuola & Università

INVALSI, CON LA DAD IMPREPARATO 1 STUDENTE SU 2

Dal Rapporto Invalsi emerge un quadro poco roseo per la scuola italiana: uno studente su due infatti ne esce impreparato.

La conclusione di questo anno scolastico, tra pandemia e didattica a distanza, ha lasciato profonde lacune nelle competenze degli studenti. Queste prove rappresentano la prima vera stima degli effetti che l’interruzione delle attività scolastiche e la dad hanno avuto sul nostro sistema scolastico.

“I risultati di quest’anno testimoniano un incremento della povertà educativa di cui le scuole non possono certo farsi carico da sole.

Se vogliamo invertire la rotta dobbiamo impegnarci in un’operazione culturale di ampio respiro per assicurare a tutti gli studenti italiani non una semplice infarinatura di nozioni, ma delle solide competenze. Altrimenti saranno condannati a sentirsi per tutta la vita dei cittadini di serie B”.

Anna Maria Ajello, presidente dell’Invalsi
ALCUNI DATI IN SINTESI DELLE PROVE INVALSI
Scuola primaria

Le scuole elementari, rispetto al 2019, hanno mantenuto una situazione abbastanza stabile riuscendo a garantire risultati similari in quasi tutte le regioni. Tuttavia, permane la differenza tra scuole e classi nel Mezzogiorno rispetto al resto del Paese.

  • Per Italiano, i risultati medi sono molto analoghi all’interno di ciascun grado scolastico in tutto il Paese con un leggero aumento degli studenti nei livelli più alti di risultato.
  • Per Matematica, invece, c’è un lieve calo e una piccola riduzione del numero degli allievi che raggiungono risultati buoni o molto buoni.
  • Per quanto riguarda Inglese, i risultati sono buoni: il 92% della V primaria raggiunge il livello A1 del QCER nella prova di lettura e l’82% il livello A1 del QCER nella prova di ascolto. Gli studenti che raggiungono il livello A1 di reading al Nord e al circa il 90%, mentre al Sud circa l’85%. Per il listening, invece, al livello A1 sono circa l’87% al Nord e al Centro, mentre circa il 77% al Sud.
Scuola secondaria di primo livello

Per quanto riguarda le scuole medie i risultati di Italiano e Matematica, rispetto al 2019, sono più bassi, mentre Inglese (listening e reading) sono stabili.

Gli alunni che, a livello nazionale, non raggiungo risultati adeguati sono:

  • Italiano: 39% (+5 punti percentuali rispetto sia al 2018 sia al 2019)
  • Matematica: 45% (+5 punti percentuali rispetto al 2018 e +6 punti percentuali rispetto al 2019)
  • Inglese-reading (A2): 24% (-2 punti percentuali rispetto al 2018 e +2 punti percentuali rispetto al 2019)
  • Inglese-listening (A2): 41% (-3 punti percentuali rispetto al 2018 e +1 punto percentuale rispetto al 2019)

Qui il divario territoriale è più amplio e gli allievi che provengono da contesti socio-economico-culturali svantaggiati presentano risultati più bassi: il 50% e oltre in Italiano, il 60% in Matematica, il 30-40% in Inglese-reading e il 55-60% in Inglese-listening.

Scuola secondaria di secondo grado

Per quanto riguarda le scuole superiori, indipendentemente dal percorso di studi, rispetto al 2019 i dati peggiori si registrano per Italiano e Matematica mentre per relativamente stabile i risultati per Inglese.

  • Italiano: 44% (+9 punti percentuali rispetto al 2019)
  • Matematica: 51% (+9 punti percentuali rispetto al 2019)
  • Inglese-reading (B2): 51% (+3 punti percentuali rispetto al 2019)
  • Inglese-listening (B2): 63% (+2 punti percentuali rispetto al 2019)

Il divario territoriale anche qui è molto accentuato. In quasi tutto il Mezzogiorno più della metà degli studenti non raggiunge nemmeno la soglia minima di competenze in Italiano:

  • Campania 64%,
  • Calabria 64%,
  • Puglia 59%,
  • Sicilia 57%,
  • Sardegna 53%,
  • Abruzzo 50%.

Anche per Matematica le percentuali sono molto basse:

  • Campania 73%,
  • Calabria e Sicilia 70%,
  • Puglia 69%,
  • Sardegna 63%,
  • Abruzzo 61%,
  • Basilicata 59%,
  • Lazio 56%,
  • Umbria 52%,
  • Marche 51%.

Drammatica la situazione per Inglese. Inglese-reading: Campania 68%, Puglia e Calabria 67%, Sicilia 66%, Sardegna 63%, Basilicata e Abruzzo 61%, Umbria 56%, Lazio 55%.
Inglese-listening: Calabria 82%, Campania 81%, Sicilia 80%, Basilicata 80%, Puglia 78%, Abruzzo 76%, Sardegna 71%, Umbria e Molise 67%, Lazio 65%, Marche 61%, Toscana 59%, Liguria e Piemonte 54%, Emilia-Romagna 53%, Veneto 51%.

IL GRAVE PROBLEMA DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA

La crisi sanitaria dell’ultimo anno ha peggiorato il problema della dispersione scolastica.
Sul Report Invalsi 2021 si legge:

In Italia il 23% dei giovani della fascia dì età 18 24 anni o ha abbandonato la scuola o l’ha terminata senza acquisire competenze di base minime. Nel 2019 erano il 22,1%“.

I dati a disposizione consentano di calcolare una dispersione implicita (o nascosta, perché non dispersi in senso formale): molti dei nostri studenti escono dalla scuola senza le giuste competenze rischiando di non riuscire ad inserirsi nella società al pari di chi non ha terminato la scuola.

Se nel 2019 la dispersione scolastica implicita si attestava al 7% (vale a dire che nonostante il conseguimento del diploma le competenze di base risultano non adeguate), la percentuale ha raggiunto il 9,5% e in alcune parti del Mezzogiorno il dato è anche più elevato raggiungendo le due cifre:

  • Calabria 22,4%
  • Campania 20,1%
  • Sicilia 16,5%
  • Puglia 16,2%
  • Sardegna 15,2%
  • Basilicata 10,8%
  • Abruzzo 10,2%

Questo dato è molto preoccupante soprattutto perché in queste stesse regioni anche il numero di dispersi espliciti (coloro che hanno abbandonato la scuola prima del diploma) è considerevolmente più alto della media nazionale.

Questo problema era già emerso dall’indagine condotta da IPSOS per Save the Children: “I giovani ai tempi del Coronavirus” all’inizio di quest’anno (per leggere l’articolo cliccare qui).

Fonte: Rapporto Invalsi 2021

“Quando un ragazzo abbandona la scuola è perché la scuola per prima lo ha abbandonato”.

Anna Maria Ajello, presidente dell’Invalsi

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