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CRISI DELL’ECOLOGIA: NUOVE OPPORTUITA’ PER L’ECONOMIA?

Gli effetti della crisi dell’ecologia sono sempre più visibili e, lentamente, iniziano ad entrare nell’economia degli Stati e nella coscienza delle persone.
Tra i fenomeni meglio noti abbiamo i cambiamenti climatici, l’impoverimento delle risorse e l’alterazione degli ecosistemi.

Tutto ciò potrebbe comportare una trasformazione del mercato che dovrà evolversi verso settori e comparti in grado di rispondere alle nuove richieste economiche. Si può, quindi, ipotizzare una crescita della domanda nel mondo della sostenibilità.

IL PIANO DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Gli interventi che attueremo e i lavori che programmeremo saranno fondamentali per rispondere alle richieste della Comunità Europea.
Infatti, la Commissione ha presentato un piano per ridurre le emissioni di gas serra dell’UE di almeno il 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Solo così l’Europa potrebbe raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

La Commissione ha pubblicato anche la valutazione di impatto con un’analisi dettagliata del modo in cui ogni settore dell’economia può collaborare per raggiungere questi obiettivi.

Nello stesso incontro sono state definite le proposte legislative da presentare entro giugno 2021, tra cui:

  • la revisione e l’ampliamento del sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE;
  • l’adeguamento del regolamento sulla condivisione degli sforzi e del quadro per le emissioni;
  • il rafforzamento delle politiche per l’efficienza energetica e per le energie rinnovabili;
  • il potenziamento degli standard di CO2 per i veicoli.

La Commissione ha anche adottato una valutazione dei Piani nazionali per l’energia e il clima degli Stati membri relativamente al 2021-2030.
Questa indica che la quota di energia rinnovabile nell’UE potrebbe raggiungere il 33,7% entro il 2030.

OPPORTUNITÀ PER UN’ECONOMIA PIÙ GREEN

Per raggiungere l’ambizioso obiettivo della riduzione del 55% delle emissioni, la Comunità Europea dovrà investire nell’efficienza energetica e nelle energie rinnovabili.
Questo dovrebbe stimolare investimenti per un’economia più green in grado di far fronte alla moderna crisi dell’ecologia.

Al fine di promuovere tecnologie pulite e di far fronte alle prossime richieste potremmo assistere alla nascita di nuove opportunità di business e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Gli Stati membri potranno usufruire del fondo di ripresa Next Generation EU da 750 miliardi di euro e l’impegno globale potrebbe inciderre positivamente sulla crisi dell’ecologia.

Il Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato:

“Stiamo facendo tutto il possibile per rendere l’Europa il primo continente al mondo neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Oggi è una tappa importante di questo viaggio. Con il nuovo obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra dell’UE di almeno il 55% entro il 2030, apriremo la strada a un pianeta più pulito e a una ripresa verde. L’Europa uscirà più forte dalla pandemia del coronavirus investendo in un’economia circolare efficiente sotto il profilo delle risorse, promuovendo l’innovazione nelle tecnologie pulite e creando posti di lavoro verdi”.

UNA GRANDE SFIDA

Il nostro Paese è chiamato a vincere questa grande sfida adottando le giuste misure economiche, sociali e ambientali.

Bisognerà trovare i migliori ambiti di investimento come, ad esempio, l’edilizia sostenibile.
Questo perché prevede l’impiego di materiali ecocompatibili, l’efficienza energetica e il life cycle design: una progettazione meticolosa (fin dall’origine del progetto) per realizzare un intervento misurato e controllabile durante tutto il suo ciclo di vita.

La collaborazione integrata, costituita dalla sinergia di diversi esperti, sarà fondamentale per adottare le giuste strategie economiche in grado di attuare la sostenibilità ambientale e quella economica.

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